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Comunicati stampa | Dalla Provincia
Origine: Informazione e stampa - Autore: Francesco Nonni

Paolini: «Provincia al fianco dei sindaci sull’esclusione dai Comuni montani»

Il presidente: da legge ‘botta finale’ alle aree interne, delusi dal silenzio di Anci e Regione

PESARO – «Condanniamo questa orribile legge che si abbatte duramente e ulteriormente sulle aree interne». Il presidente Giuseppe Paolini si schiera con i sindaci del territorio provinciale tagliati fuori con il decreto Calderoli dalla lista dei Comuni montani per effetto dei nuovi criteri di classificazione. Alcuni dei quali esclusi dall’introduzione del parametro dell’altitudine media pari o superiore a 350 metri. «Da anni – sottolinea Paolini - sto lottando per far capire che nell’entroterra c’è bisogno di una fiscalità diversa per le piccole botteghe, che svolgono più un servizio sociale essenziale che commerciale. Per questo non è giusto che paghino più tasse di Amazon: anzi, si dovrebbe anche pensare a prestiti a tassi più bassi. Ora il governo ci taglia le gambe perché così si colpiscono anche scuole, servizi sanitari e un’altra infinità di cose». Così Paolini spinge per rivedere le cose: «C’è delusione perché tutto questo sta passando nel silenzio generale dell’Anci e della Regione. Noi supportiamo la battaglia dei Comuni rimasti fuori, sosteniamo le loro posizioni e bene fanno i sindaci a muoversi con i ricorsi perché si tratterebbe della botta finale per l’entroterra. Non si può chiedere ai giovani di tornare a ripopolare i borghi, se poi vengono fatte leggi che vanno completamente nella direzione opposta. Ai ragazzi non è rimasto nulla». Prosegue il presidente: «Auspichiamo che si aprano tavoli di confronto in tutte le sedi, siamo pronti a portare il nostro contributo. Ma non si tratta di una protesta politica, perché le prese di posizione sono trasversali e vengono portate avanti da tutti i sindaci, di qualsiasi schieramento. E’ semplicemente questione di buon senso. C’è molta amarezza, perché assistiamo a questa eutanasia fatta di digitalizzazione, conti spietati e cieca azione livellatrice. Ma l’entroterra e le aree rurali non possono essere abbandonati. La verità è che la società e la politica devono tutelare e non accorpare, chiudere o sintetizzare. Le eccellenze sono nelle aree interne, nei nostri borghi. Ma se lì finisce, sono in pericolo anche i grandi centri», conclude il presidente.

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