Il CEA della Provincia di Pesaro e Urbino

Il CEA della Provincia di Pesaro e Urbino, accreditato dalla Regione Marche all'interno del Sistema In.FEA (Informazione, Formazione e Educazione Ambientale) ha la sua sede ufficiale presso il Centro Ricerche Floristiche Marche di Pesaro;  organizza attività di Educazione Ambientale rivolte alle scuole, promuovendo annualmente dei pacchetti didattici, con lo scopo di divulgare, sensibilizzare e promuovere la cultura naturalistico-ambientale. Alla Provincia è stata riconosciuta anche la funzione di LabTer (Laboratorio territoriale) che funge da capofila -coordinatore dei progetti finanziati dalla Regione Marche.

Il CEA collabora anche con  Associazioni e altri Enti Pubblici per:

  1. promuovere la formazione e la crescita culturale in campo ambientale
  2. diffondere la cultura del territorio e della sua protezione
  3. promuovere, coordinare e indirizzare le attività di carattere naturalistico - ambientale proposte da Amministrazione Provinciale, enti ed associazioni
  4. divulgare iniziative, studi ed informazioni di carattere naturalistico-ambientale realizzate sul territorio provinciale
  5. valorizzare l'utilizzo didattico e culturale del materiale editoriale raccolto

Il CEA è dotato di una video-biblioteca di carattere strettamente scientifico-naturalistico, con circa 4000 titoli fra volumi e videocassette, relativi alla fauna, flora, rifiuti ecc.. I libri e i video sono a disposizione di tutti gli utenti con noleggio gratuito. Dispone inoltre  di un grande erbario, di un giardino botanico e di un laboratorio didattico dotato di strumentazioni ottiche professionali aperto su prenotazione per gruppi, scuole e/o associazioni. Sviluppa tematiche ed esperimenti didattici sull’acqua, il suolo, la geologia, l’ornitologia, le scienze e i colori naturali.

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L'offerta didattica alle scuole

Ogni anno, il CEA propone alle scuole primarie e secondarie un’offerta didattica sull’educazione ambientale, trattando temi differenti con modalità didattiche sia in classe che all’aperto (presso i giardini delle scuole o organizzando gite giornaliere presso l’orto botanico del Centro Ricerche Floristiche Marche).

Visto il blocco delle attività di educazione ambientale assegnate nell'a.s. 2019-20 a causa dell'emergenza Covid -19, il Cea ricontatterà le classi beneficiarie entro febbraio 2021, per ridefinire eventuali modalità di attuazione dei progetti didattici a.s.2019/20 da svolgere entro settembre 2021.

Il contesto storico dei Centri di educazione ambientale

Le politiche nazionali rivolte all’educazione ambientale hanno una prima istituzionalizzazione con il Piano triennale per la tutela ambientale (PTTA) 1994- 96, quando il Ministero dell’Ambiente promuove la nascita dei Centri di educazione ambientale.

Le Marche, già nella prima legislatura con la L.R. 52/1974, concernente la tutela degli ambienti naturali, pone una stretta connessione tra il rispetto della norma ambientale e la coscienza ecologica del cittadino e dà il via alla promozione delle attività volte alla formazione della coscienza ecologica dei cittadini, in particolare dei giovani.

Negli anni ‘70 e ‘80 si dà corso a campagne di sensibilizzazione ecologica nelle scuole che affrontano temi generali e contemporaneamente sostengono finanziariamente le associazioni naturalistiche impegnate in tali iniziative (“Territorio per tutti”, “L’ambiente vive con te”).

A metà degli anni ’80, con la promozione delle “Aule verdi”, la Regione offre alle scuole palestre attrezzate per l’osservazione dell’ambiente naturale, consentendo di integrare organicamente nella programmazione scolastica, le attività di educazione ambientale. Le Aule Verdi sono infatti strutture attrezzate per l’osservazione didattica, collocate nell’ambiente, gestite da guide al servizio delle scuole.

A metà anni 90, anche a seguito delle politica nazionale impostata con il PTTA, il Consiglio Regionale delle Marche adotta dei criteri per il riconoscimento dei Centri di educazione ambientale (CEA) che vengono articolati in Centri d’esperienza e Labter (del. cons. reg. 25/1995). I CEA non sono organismi o strutture istituite dall’alto, ma entità riconosciute dalla Regione, che prende atto di una realtà esistente o nascente. La gestione è condotta da organismi di varia natura (sia pubblica che privata), quali, Enti locali, Associazioni ambientaliste, Aree protette, Scuole, Università e Società cooperative.

L’insieme dei CEA si rivela ben presto un fenomeno in forte crescita, si sviluppano così, a livello territoriale, molteplici sperimentazioni che costituiscono, con i loro punti di forza e le rispettive criticità, elementi preziosi nella definizione dei programmi regionali in materia.

Dal 2000 (PREA ’99), la Regione finanzia progetti sperimentali di rete, per far emergere l’autonoma capacità dei CEA di aggregarsi e di progettare in maniera congiunta: ne risultano ben 5 reti sperimentali.

Nel contempo, il processo di decentramento istituzionale in atto implica che le Province partecipino direttamente alla programmazione e pianificazione del settore con funzioni di coordinamento.

Viene pertanto implementato il processo “dal basso”, attraverso il coinvolgimento e la concertazione istituzionale, al fine di giungere ad una programmazione integrata e condivisa con gli Enti locali.

Un’indagine socio-economica (anni 1998/1999) effettuata dalla Regione, ha rilevato una crescente domanda di educazione ambientale (in forte crescita la richiesta dell’utenza tradizionale, quale la scuola, ed in espansione quella rivolta al settore del turismo ecologico culturale) ed evidenziato il fabbisogno di qualificare maggiormente il livello degli interventi.

Nel 2000, la Conferenza nazionale di Genova sull’educazione ambientale rappresenta un momento di svolta. L’educazione ambientale assume rilevanza sempre più ampia, venendo formalmente ad integrarsi nelle politiche nazionali di settore.

È su tali basi che, nel novembre dello stesso anno, la Conferenza Stato Regioni ha adottato le linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata in materia di informazione, formazione ed educazione ambientale (In.F.E.A.).

Per le Marche nasce quindi la necessità di impostare una programmazione sulla base delle linee di indirizzo nazionali.

Da queste premesse è nato il documento del Consiglio regionale (deliberazione amministrativa 81/2002), con il quale sono stati stabiliti i primi criteri per il riordino del sistema regionale In.F.E.A; ha fatto seguito il documento del Consiglio regionale (DACR 14/2006) con il quale è stato approvato il nuovo programma triennale di informazione, formazione, educazione ambientale riferito al triennio 2006/2008.

Con la riforma del sistema IN.F.E.A. proposta con Atto Amministrativo n. 32 del 14 luglio 2011 ad iniziativa della Giunta regionale, avente oggetto “Approvazione del Programma triennale IN.FEA 2011 – 2013 (Parzialmente modifica della DCR n. 14 del 21.02.06 e rif. DGR n. 910/2011), le nuove attività didattiche dei Labter dovevano essere svolte con modalità operative improntate alle logiche dei progetti in rete, ricercando relazioni, sinergie, cooperazioni e integrando i vari livelli istituzionali e sociali dal locale al comunitario.

Con la nuova programmazione Infea 2006- 2008, l’Amministrazione Provinciale è stata individuata come Labter provinciale e Centro di educazione ambientale per svolgere le seguenti attività:

  • sviluppo di progetti con altri Labter e CE del territorio dove quello provinciale, in qualità di Labter, ha operato come struttura di coordinamento;

  • promozione, progettazione, realizzazione di interventi educativi in ambito provinciale secondo programmi didattici coerenti con le politiche europee, nazionali, regionali e locali, assicurando la massima divulgazione;

  • attività sinergiche con altri soggetti pubblici e privati che perseguono le predette finalità;

  • realizzazione di progetti formativi didattici a beneficio di studenti di ogni ordine e grado e di cittadini;

  • diffusione e realizzazione di pubblicazioni riferite alle discipline delle scienze naturali, ambientali e delle politiche energetiche;

  • sviluppo di attività di informazione, formazione, educazione ambientale volte alla tutela degli ambienti naturali e della biodiversità, per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, equo e solidale, coerente e concreto.

 

In questo contesto normativo nazionale e regionale, la Provincia di Pesaro e Urbino, si è sempre distinta nel suo territorio in quanto è stato il primo ente a promuovere attività didattiche alle scuole e iniziative di educazione informale sulle tematiche ambientali a partire dal 1998: allora, la sede del CEA era presso il Parco della Pace (Pesaro) e le attività riguardavano, prevalente, l’apertura della sede al pubblico (nel 2000 le scuole e gli Enti pubblici che hanno usufruito della videobiblioteca, sono stati 35 per un totale di 160 opere prestate; mentre 42 sono stati i privati che si sono avvalsi di circa 205 opere), la gestione dei libri pubblicati dalla Provincia di Pesaro e Urbino “I quaderni dell’ambiente”. In merito all'attività didattiche, nell’anno scolastico 1999/2000, il CEA ha svolto 820 ore coinvolgendo circa 55 classi.

Con il tempo, le richieste sono cambiate e la Provincia, ponendosi come obiettivo principale la sensibilizzazione e l’educazione delle buone pratiche ambientali, ha deciso di aumentare i fondi per l’offerta didattica e, in pochi anni, c’è stata una moltitudine di richieste di assistenza da parte delle scuole del nostro territorio.

Dal 2004 al 2011, le scuole coinvolte annualmente sono state mediamente n. 121 con un picco, nel 2008/2009, di 146. E’ chiaro che il dato più significato risulta quello del numero di classi che hanno beneficiato dell’intervento didattico:  sono state coinvolte 3049 classi con una media annuale di 435.

 

 

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