Comunicati stampa | Dalla Provincia
martedì, 26 novembre 2002
Origine: Informazione e stampa -  Autore: m.b.

Scissione anche per il Megas

Via libera del consiglio provinciale alla divisione della società di gas, acqua e rifiuti

Il Megas si è diviso in due. Da una parte la società che gestisce i servizi pubblici di gas, acqua e rifiuti, dall’altra il nuovo ramo aziendale, battezzato Megas.net spa, che detiene la proprietà di reti, impianti e altre dotazioni patrimoniali. La scissione era obbligata, lo prevede infatti la 448/2001, la legge finanziaria del 2002.

Il nuovo assetto societario ha avuto lunedì pomeriggio il via libera del consiglio provinciale che ha approvato la delibera all’unanimità.

«Un nuovo passo avanti - ha sottolineato il presidente Palmiro Ucchielli - nel processo di razionalizzazione e integrazione dei servizi pubblici che dovrà portare a un unico gestore. La separazione tra la proprietà delle reti e la gestione dei servizi non comporterà alcun aumento di costi per la collettività, il consiglio di amministrazione rimarrà infatti invariato. D’altra parte ne trarranno vantaggio la gestione dell’azienda e quindi la qualità del servizio offerto».

La scissione non cambierà neppure il capitale sociale del Megas, che ammonta a 36.341.998 euro: la quota sarà infatti divisa tra Megas.net (32.453.404 euro) e nuovo Megas per la gestione dei servizi (3.888.594 euro). La Provincia continuerà a detenere circa il 40% della società.

Il consiglio ha dato inoltre il via libera, con nove astensioni di Rc, Fi e An, all’acquisto di Palazzo Palazzi di Fano, l’edificio dove si trasferiranno il Centro per l’impiego e la Formazione professionale, riuniti in un’unica sede.

«Contenitori nuovi per nuovi contenuti - ha fatto notare l’assessore Gloriana Gambini - lo spazio è adeguato alle funzioni e alle attività che si svolgeranno: un edificio è di pregio, che risale al ‘500, che offre spazi funzionali con parcheggi e senza barriere architettoniche. Si tratta di una nuova sfida per la Provincia».

Costo dell’immobile 1.988.359,07 euro, finanziati in parte dalla Provincia per 1.031.000 euro attraverso l’emissione di Bop rimborsabili con quote annuali a carico del Fondo sociale europeo, e per 647.359,07 euro con fondi Fse, in parte dal Comune di Fano ( 310.000 euro).

Il voto di astensione è stato motivato da ragioni di metodo (Rc: «il consiglio deve votare quando è già tutto deciso») e di merito (Fi: «non è uno spazio idoneo perché nel centro storico», An: «nutriamo serie perplessità sul piano finanziario e logistico»).

 

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