Comunicati stampa | Dal Territorio
giovedì, 16 maggio 2019
Origine: Informazione e stampa -  Autore: Giovanna Renzini

Processo penale simulato, protagonisti 60 studenti del "Della Rovere" di Urbania

Interpreteranno vari ruoli insieme a veri avvocati e magistrati

URBINO - Sarà incentrata su un caso di spaccio di sostanze stupefacenti e falsa testimonianza la simulazione di un processo penale che sabato 18 maggio, dalle ore 9, nell’aula delle udienze penali del Tribunale di Urbino, vedrà come protagonisti 60 studenti dell'istituto omnicomprensivo 'Della Rovere' di Urbania insieme al giudice Egidio de Leone, al sostituto Procuratore della Repubblica Simonetta Catani, agli avvocati Loretta Leonardi e Mauro Gregorini e all’ispettore di polizia Flavio Salvi del Commissariato di Urbino. Gli allievi delle classi III della scuola secondaria di primo grado interpreteranno i ruoli dell’imputato, della vittima, dei testimoni dell’accusa e della difesa e della giuria popolare.

L’iniziativa rientra nel progetto “Metto un like alla legalità”, alla terza edizione, ideato e sviluppato dal Comitato genitori dell’istituto per avvicinare i giovani ai temi della legalità e condiviso dal dirigente scolastico Sergio Brandi e dagli insegnanti, con i patrocini della Provincia di Pesaro e Urbino e dei Comuni di Urbania e Peglio.

“Gli studenti – evidenzia l’avvocato Loretta Leonardi, referente del progetto e componente del ‘Comitato Genitori Della Rovere di Urbania e Peglio’ – saranno chiamati a valutare e giudicare comportamenti contro la legge che purtroppo oggi si assumono in giovane età, con leggerezza che invece hanno risvolti e conseguenze gravi. Il messaggio dell’esperienza del processo simulato è quello di portare i giovani a comprendere come dietro il rispetto delle regole e quindi delle istituzioni ci sia sempre la tutela di un bene comune”.

Nella prima edizione del progetto gli allievi vennero coinvolti nella simulazione di un processo penale ispirato ad un episodio di rapina e bullismo, lo scorso anno affrontarono invece un caso di diffamazione su facebook e bullismo.

 

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