Comunicati stampa | Dalla Provincia
giovedì, 26 aprile 2007

Fronte unico per la sicurezza stradale

Consiglio "aperto" con prefetto e questore, votata all'unanimità petizione all'Onu per nuovi fondi

PESARO. «Ragazzi, guidate con prudenza e rispettate le regole». Un appello, con il cuore in mano, che si è levato giovedì mattina dalla Provincia dove insieme agli amministratori di viale Gramsci c'erano i vertici delle istituzioni e delle forze dell'ordine al consiglio "aperto" sulla sicurezza stradale per dire "basta" al dramma delle giovani vite spezzate sull'asfalto.
Tutti erano presenti all'assemblea a rappresentare il fronte unico contro le "stragi": dal prefetto Luigi Riccio al questore Benedetto Pansini, dal comandante del reparto operativo dei Carabinieri Francesco Recchia al maresciallo capo della Guardia di finanza Michele Lipsi, dal vice comandante della Polizia municipale di Pesaro Nerina Paci al comandante dei vigili provinciali Daniele Gattoni. Perché, è stato il proposito forte e deciso ribadito in ogni intervento, «il nostro compito è mettere i giovani sulla buona strada attraverso la prevenzione e i controlli».
Il consiglio di sala Pierangeli, come tante altre assemblee in occasione della Settimana mondiale della sicurezza stradale (23-29 aprile), era chiamato a rilanciare per iniziativa dell'Aci (Automobile club d'Italia) una petizione all'Assemblea delle Nazioni unite perché venga stanziato un finanziamento straordinario per i Paesi in via di sviluppo per la sicurezza stradale e sollecitare le pubbliche amministrazioni a realizzare campagne e interventi contro gli incidenti e per una corretta viabilità.
La discussione è stata aperta dal prefetto: «Rivolgo alla Provincia un plauso per l'iniziativa, di grande interesse politico e sociale. Quello della sicurezza è un problema che purtroppo funesta anche la nostra provincia e i nostri giovani. Ma non dimentichiamo che gli incidenti raramente sono frutto di una fatalità. È necessario pertanto rilanciare con forza nuove azioni per il rispetto delle regole di circolazione e la tutela della vita».
«Non esiste una ricetta contro questo male - ha fatto notare Antonio Piergiovanni, presidente provinciale dell'Aci - ma non si può continuare a credere che le stragi siano un tributo inevitabile, bisogna valutare tutti gli aspetti della questione e darci obiettivi precisi».
La parola agli amministratori con il presidente Palmiro Ucchielli che ha esordito dicendo che «ci troviamo di fronte a uno dei principali drammi del nostro tempo, ringrazio quindi le istituzioni e le forze dell'ordine per il lavoro di squadra e le sinergie indispensabili di fronte a questa emergenza». E infine ha rivolto un appello ai giovani: «Rispettate il codice della strada, rispettate le regole».
La parola all'assessore alla mobilità e ai lavori pubblici Giuseppe Lucarini, che ha anche fatto il punto sulle iniziative della Provincia: «Ogni volta che una giovane vita viene cancellata ci sentiamo tutti un po' sconfitti. È l'intera società che deve trovare il senso del limite. Gli incidenti stradali sono nel mondo la terza causa di morte: in media un milione di persone all'anno perdono la vita sull'asfalto».
I dati della provincia risalgono al 2003 (fonte Istat): 38 morti e 2.597 feriti. E non è finita: sotto i 40 anni i sinistri sono al primo posto come responsabili della mortalità.
Appello alla prudenza anche da parte del questore, che ha ribadito l'impegno per la prevenzione in difesa dell'ordine e della sicurezza pubblica: «Ragazzi, lasciate i bolidi a casa, sono un revolver puntato contro voi stessi e contro gli altri».
Al termine del dibattito, che ha coinvolto molti consiglieri, è stato votato all'unanimità la petizione promossa dall'Aci insieme alla Fia (Federazione internazionale dell'automobile) nella quale si chiede alla Comunità internazione di "combattere le maggiori cause di incidentalità aumentando l'educazione alla guida, migliorando il tracciato delle strade in funzione della sicurezza, predisponendo misure a tutela dei pedoni, migliorando le politiche di controllo della viabilità, combattendo il fenomeno della guida sotto effetto dell'alcol e delle droghe, reprimendo l'abitudine all'eccesso di velocità".


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