Comunicati stampa | Dalla Provincia
mercoledì, 05 ottobre 2005
Origine: Informazione e stampa -  Autore: m.b.

Armando Ginesi e il futuro della scultura

Pietrarubbia, sabato alle 16 conversazione dello Spac nel palazzo della Fondazione Arnaldo Pomodoro

PIETRARUBBIA. Scultura, architettura e paesaggio. Sono fili che si intersecano nella tela dell’arte e della progettazione urbana. Un rapporto stretto pieno di rimandi e suggestioni al centro della conferenza in programma sabato 8 ottobre alle 16 nel palazzo della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Pietrarubbia. Sarà il critico Armando Ginesi a guidare la conversazione, che ha per titolo “C’è un futuro per la scultura?”.

L’incontro è un tassello della rassegna “Creativamente”, una delle iniziative di quest’anno dello Spac, il Sistema provinciale di arte contemporanea realizzato dall’assessorato alle attività culturali della Provincia per coordinare e valorizzare l’attività dei centri espositivi disseminati nel territorio.

Accanto a Ginesi ci saranno il sindaco di Pietrarubbia Luciano Vergari, Adriana Mollaroli, presidente della commissione regionale cultura, l’assessore alle attività culturali della Provincia Simonetta Romagna e Michele Maiani, presidente della Comunità montana del Montefeltro.

«Un quarto di secolo fa - sottolinea Ginesi - si cominciò a parlare di un’imminente “morte dell’arte”. In una intervista del 1981 Giulio Carlo Argan chiariva che con questa espressione si intendeva la fine di un sistema tecnico (quello tradizionale) dell’espressività artistica. Per la verità questa fine non c’è ancora stata, anche se alcune modalità linguistiche si sono avviate verso quello che potrebbe essere inteso come un accenno di rinascita dopo la morte di un antico, precedente sistema. Quindi siamo forse di fronte a una morte rimandata. E la scultura? Che fine farà? Che destino le è riservato? Come si potrà confrontare con l’architettura, da sempre sua sorella e rivale? Nel contesto italiano, per quanto tempo ancora dovrà rimanere estromessa dagli ambiti urbani da cui è stata sfrattata nel XX secolo, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra?».

Significativa la scelta del luogo della conversazione, il vivace laboratorio della creatività animato da Pomodoro, che guida le giovani ricerche espressive nel campo delle arti plastiche. E, per restare in tema, è recente l’inaugurazione della sede milanese della Fondazione Arnaldo Pomodoro, ospitata ora nell’area “Ansaldo - Città delle culture” dove è in corso la mostra “La scultura italiana del XX secolo”, che resterà aperta fino al 22 gennaio.

 

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