Comunicati stampa | Dalla Provincia
lunedì, 25 ottobre 2004
Origine: Informazione e stampa -  Autore: a.p.

“Si rischia di chiudere la vita culturale di Fano entro recinti troppo stretti”

L’assessore provinciale Simonetta Romagna interviene sulle priorità della vita culturale fanese.

“In questi mesi ho letto, senza mai intervenire, le continue esternazioni della Giunta di Fano sulla cultura, consapevole del fatto che ogni amministrazione è autonoma nelle sue scelte, è comprensibile nel voler dimostrare la sua discontinuità verso i predecessori politici avversari, è presa del legittimo entusiasmo di chi inizia un lavoro nuovo e vorrebbe vederlo realizzato subito e al meglio. Tuttavia alcune questioni di fondo cominciano ad apparire, almeno a me, un po’ preoccupanti perché rivelano una linea politica che, dopo l’iniziale euforia, rischia di chiudere la vita culturale di Fano entro recinti un po’ troppo stretti.

Essendo originaria di Fano e ad essa molto legata, non posso non sentire che la ‘fanesità’ è un sentimento simpatico ma limitante, se è quello prioritario nella gestione della vita culturale. Ho sentito con fastidio affermare, a proposito della stagione teatrale, che ai fanesi piacciono soprattutto i classici e le commedie, come se questi ultimi non fossero in grado di apprezzare, pur su quelle scelte, operazioni di qualità e di grande professionalità. Credo che un’amministrazione pubblica abbia il compito di mettere a disposizione dei suoi cittadini quello che di meglio si muove nella cultura italiana ed europea, perché questo diventa elemento di crescita anche per le realtà culturali locali che possono trovare occasioni di confronto e di stimolo. Anche a Pesaro, alla nascita del Rossini Opera Festival, in parecchi, anche nella sinistra, pensavano che il Festival rossiniano avrebbe dovuto essere affidato alle professionalità locali. Ma oggi il Rof non sarebbe una realtà culturale di peso mondiale se non si fosse puntato da subito sull’eccellenza, che ha fatto a sua volta crescere anche le competenze locali.

Stiamo quindi attenti a non continuare a buttare via insieme all’acqua sporca anche il bambino, perché i processi attraverso i quali una città si conquista un suo posto in un panorama culturale ricco come quello delle Marche non sono rapidi e facili. Per adesso la nostra provincia ha perso un punto di riferimento importante nella musica contemporanea, come ‘Il Violino e la Selce’, che, pur con tutti i suoi difetti, ha permesso di far conoscere da vicino esperienze di grande qualità. Mi auguro che le nuove scelte siano ispirate non solo nel desiderio di assecondare una ‘fanesità’ legata solo a manifestazioni folcloristiche (pure importanti, per carità) o al mercato culturale di cassetta, ma si riesca a svolgere un ruolo di promozione e ricerca della qualità. E si eviti un po’ anche il masochismo di considerare una stagione teatrale di grande qualità inadatta al pubblico fanese solo perché programmata dalla Giunta precedente e si lavori invece perché abbia i migliori risultati possibili, che andranno a favore della nuova Giunta”.

 

 

 

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