Comunicati stampa | Dalla Provincia

mercoledì, 21 gennaio 2015
Origine: Informazione e stampa -  Autore: Giovanna Renzini

Quindicimila sacchetti per il pane contro la violenza sulle donne

Domenica 25 gennaio, alle 17, nel Teatro comunale di Cagli, verrà presentata la campagna di sensibilizzazione promossa dall’associazione “Olinda” con varie collaborazioni

CAGLI – “Per troppe donne la violenza è pane quotidiano”: è questo il titolo della campagna di sensibilizzazione promossa dall’associazione di volontariato “Olinda” di Cagli in collaborazione con il Centro antiviolenza provinciale “Parla con noi” (gestito dalla Provincia di Pesaro e Urbino), i Comuni di Cagli, Cantiano, Acqualagna, Serra Sant’Abbondio, Piobbico, Frontone e Apecchio e diversi esercizi commerciali del territorio.

Dal 26 al 31 gennaio, oltre 35 negozi e panifici utilizzeranno per la vendita del pane sacchetti con la scritta “Per troppe donne la violenza è pane quotidiano”, contribuendo così alla riflessione sul tema della violenza sulle donne. Quindicimila i sacchetti che verranno messi in circolazione, in ognuno dei quali saranno riportati i numeri telefonici del Centro antiviolenza.

L’iniziativa, che coinvolge anche l’Ambito sociale 3 ed il distretto sanitario Asur di Cagli, verrà presentata domenica 25 gennaio, alle ore 17, nella Sala del Ridotto del Teatro comunale di Cagli, in un evento aperto a tutti, nel quale interverranno, oltre alle referenti dell’associazione “Olinda”, la responsabile del Centro antiviolenza provinciale “Parla con noi” Graziella Bertuccioli, la coordinatrice del Centro Simona Giommi e Anna Maria Fratesi del distretto sanitario di Cagli, per poi lasciare spazio a letture e testimonianze a cura delle operatrici del Centro antiviolenza.

“La scelta di veicolare il messaggio attraverso il pane – spiega l’associazione Olinda – nasce dalla consapevolezza che si tratta di uno degli alimenti di maggiore consumo e che, quindi, entra più facilmente nelle case proponendo, già all’interno del nucleo familiare, una riflessione sul concetto di violenza, con specifico riferimento a quella di genere. Un’azione necessaria non solo per far sapere che il problema esiste e va affrontato e contrastato, ma soprattutto che ci sono strumenti e persone pronte ad aiutare donne in difficoltà”.

L’iniziativa diventerà così un vero progetto di “rete”, nell’ambito della collaborazione tra istituzioni, operatori, associazioni e imprese avviata dalla Provincia già nel 2009 con la nascita del Centro antiviolenza e portata avanti in sinergia con tanti soggetti pubblici e privati per combattere un fenomeno ancora troppo sottovalutato.

“Ogni donna che subisce violenza deve sapere che non è sola, che esistono luoghi e servizi che possono sostenerla, una rete di aiuto pronta a prendersi cura di lei”.            

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