Comunicati stampa | Dalla Provincia

giovedì, 30 maggio 2002
Origine: Informazione e stampa -  Autore: m.b

Quei ricordi che sanno di zolfo

Lunedì si presenta la ricerca storica di Pedrocco su vita e lavoro dei minatori della provincia

PESARO. È una dettagliata ricostruzione dell’attività mineraria nel territorio, vivacizzata dalle testimonianze dirette di chi ha vissuto a stretto contatto con lo zolfo. Un volume che, insieme ai documenti storici, offre al lettore suggestivi percorsi nella vita e nel lavoro nei giacimenti.

Si intitola «Zolfo e minatori nella provincia di Pesaro e Urbino» la ricerca storica di Giorgio Pedrocco, pubblicata dall’assessorato ai Beni e alle Attività culturali - Editoria della Provincia, che verrà presentata lunedì 3 giugno alle 17 nella sala del consiglio provinciale “Wolframo Pierangeli” (in viale Gramsci 4).

Interverranno il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli, l’assessore ai Beni e alle Attività culturali - Editoria Paolo Sorcinelli, l’autore, Giorgio Pedrocco, Moreno Martellini, docente all’università di Urbino, e gli ex minatori che con le loro testimonianze hanno permesso la realizzazione del volume.

«Tra Settecento e Ottocento – spiega Giorgio Pedrocco, che insegna storia della tecnica all’università di Bologna – lo zolfo divenne una risorsa importante per il processo di industrializzazione. Quindi il Montefeltro, dove le miniere di zolfo erano coltivate già nel Medioevo, entrò nei circuiti commerciali europei. E piccoli borghi, come Perticara, dove l’attività mineraria si confondeva con il lavoro rurale, divennero importanti centri minerari. Ancor più rapida fu l’ascesa di Ca’ Bernardi, una località tra Pergola e Sassoferrato, dove alla fine dell’Ottocento venne scoperto il maggior giacimento di zolfo esistente in Italia e dove immediatamente lo sforzo produttivo messo in campo fu ingente, modernizzando non solo le strutture economiche, ma anche i modelli culturali e sociali di quei territori. La chiusura delle miniere, annunciata all’inizio degli anni Cinquanta e conclusa negli anni Sessanta, ha portato alla cancellazione di questo mondo e ha ricacciato in una condizione di precarietà molte migliaia di persone, dando come unica alternativa l’emigrazione».

Gli ospiti della presentazione riceveranno il libro in omaggio.

 

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