Comunicati stampa | Dalla Provincia
venerdì, 22 gennaio 2010
Origine: Informazione e stampa -  Autore: Giovanna Renzini

I social network e le relazioni sociali: Lella Mazzoli ha illustrato la rivoluzione in atto

Massiccia partecipazione all’incontro promosso dal Centro italiano femminile in collaborazione con la Presidenza del consiglio provinciale

PESARO – Facebook, Twitter, You Tube, Flickr, così come i blog, stanno rivoluzionando il nostro modo di comunicare. Ma quale ruolo assumono i social network all’interno della vita sociale e familiare? Ad affrontare le varie sfaccettature del fenomeno è stata la professoressa Lella Mazzoli, direttore dipartimentale di Scienze della Comunicazione all’Università di Urbino, in un incontro promosso in Provincia dal Cif (Centro italiano femminile, Comitato di Pesaro) in collaborazione con la Presidenza del consiglio provinciale. “Mi sono subito appassionato all’argomento - ha detto il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci portando il saluto dopo la presidente del Cif comunale Maria Pia Pandolfi Mulazzani – perché stiamo lavorando sul tema della partecipazione e ci interroghiamo su queste nuove modalità. I social network sono strumenti e come tutti gli strumenti sono neutri, dipende poi dall’utilizzo che se ne fa: anche un coltello può essere usato per tagliare il pane o come strumento di offesa”.
“Le nuove tecnologie sono state importanti per mettere le persone non solo in collegamento tra loro ma anche con le istituzioni – ha detto Lella Mazzoli, che ha curato il volume ‘Network effect’ per Codice Edizioni -. Con i social network si è creata una vera partecipazione, un rapporto diretto, modificando il ruolo dei cittadini, che ora sono protagonisti”. Cambia anche il modo di fare informazione, con l’aumento dei contenuti generati dagli utenti: basti pensare ai terremoti in Abruzzo o ad Haiti, dove molte notizie, foto e immagini sono state inviate da privati cittadini attraverso Twitter, You Tube, Facebook e a volte riprese dai media tradizionali. 
Ma quanti italiani hanno un profilo su Facebook? La crescita è esponenziale (13 milioni e mezzo al primo gennaio 2010, dato Censis) e, ancora più sorprendente, aumentano le fasce adulte. Alla base del “boom”, come evidenziato dalla Mazzoli, ci sono le ulteriori possibilità di comunicazione offerte ma soprattutto le opportunità di consolidamento delle relazioni esistenti. “Il 70% dei giovani dichiara di essersi iscritto a Facebook per rimanere in contatto con i propri amici, ma questo non sostituisce i rapporti diretti: così come un tempo ci si incontrava in piazza per decidere dove andare la sera, adesso i giovani si consultano su Facebook, e poi si incontrano”. Pregi, difetti, per concludere con vari interrogativi aperti: “Si può chiedere ‘amicizia’ ai propri figli?”, “Il privato diventa completamente pubblico?”, “L’emozione che posto occupa in questo nuovo modo di comunicare?”. 

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