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            <title>Provincia di Pesaro e Urbino: Novità</title>
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            <description>Novità</description>
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                <copyright>TYPO3 News</copyright>
            
            <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 10:09:48 +0200</pubDate>
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                        <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:07:09 +0200</pubDate>
                        <title>«Le immagini e i linguaggi della Repubblica» a ‘Raccontare il tempo’</title>
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                        <description>Sabato 10 ottobre a Fermignano l’iniziativa con Ridolfi e Labbate</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>PESARO - Prosegue la nuova rassegna itinerante ‘<strong>Raccontare il tempo’</strong> dedicata alla storia, promossa dall'associazione culturale Macchie e Inchiostri insieme all'Iscop. ‘Repubblica: immagini e linguaggi dei suoi 80 anni di storia”<strong> </strong>è il titolo del prossimo appuntamento a ingresso gratuito del Festival, in programma a <strong>Fermignano</strong> <strong>sabato </strong><strong>10</strong><strong> ottobre</strong>, alle <strong>ore 17.30</strong>, nel <strong>Museo dell’Architettura (ex mattatoio)</strong>. Interverrà <strong>Maurizio Ridolfi</strong>, professore ordinario di Storia contemporanea all'università della Tuscia, fondatore e coordinatore della rivista ‘Memoria e Ricerca’. L’esperto di storia della politica, dei simboli e dei co-rituali, presidente del Centro di Studi europei e internazionali, dialogherà con il vicedirettore scientifico dell'Iscop <strong>Marco Labbate</strong>, dottore di ricerca all'università di Urbino e membro della redazione di ‘Storia e problemi contemporanei’. «Al centro dell’incontro – sottolineano i promotori - ci sarà il "momento repubblicano" fondativo e il modo in cui immagini, simboli, riti e narrazioni ne hanno accompagnato le trasformazioni nel corso dei decenni. Coniugando la comunicazione storico-culturale e la ‘public history’, la conferenza intende stimolare una maggiore consapevolezza sui valori della ‘res publica’, sulle sue forme partecipative e sull'attualità delle sue pratiche educative». Per gli insegnanti che parteciperanno agli incontri della rassegna è previsto il riconoscimento dei crediti formativi. Dopo le prime date di Terre Roveresche, San Costanzo e Fermignano il festival itinerante attraverserà altri due borghi del territorio (Colli al Metauro e Cantiano), con il patrocinio della Provincia e dei Comuni che ospitano la manifestazione.</p>
<p><em>Nella foto: Frigerio (Macchie e Inchiostri) e Labbate (Iscop) alla presentazione della rassegna</em></p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:22:00 +0200</pubDate>
                        <title>“Castelli d’Aria” apre l’edizione del ventennale con Trovato</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/castelli-daria-apre-ledizione-del-ventennale-con-trovato</link>
                        <description>Domenica 11 ottobre a Mondolfo concerto inaugurale della rassegna organistica itinerante
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>PESARO –&nbsp; Torna “<strong>Castelli d’Aria</strong>”, rassegna organistica diffusa nel territorio curata dal maestro <strong>Giovannimaria Perrucci</strong> per l’associazione “Il Laboratorio Armonico”, in collaborazione con Regione, Unione montana del Montefeltro, Comuni interessati, Orchestra Sinfonica Rossini e con il patrocinio di Provincia e Diocesi. <strong>Domenica 11 ottobre</strong>, alle <strong>ore 18.15</strong>, nella <strong>collegiata di Santa Giustina a Mondolfo</strong>, è in programma il concerto di apertura della 20esima edizione: protagonista il maestro<strong> Andrea Trovato,</strong> docente al conservatorio ‘Cherubini’ di Firenze. «Proporrà musiche di ambiente toscano che si adattano pienamente alle caratteristiche dell’organo ‘Callido’ nella chiesa mondolfese», spiegano gli organizzatori. Sarà presentata anche la recente incisione discografica che l’interprete ha dedicato al compositore Francesco Feroci, di cui verranno eseguite alcune pagine: «Gli strumenti&nbsp; nelle chiese cittadine o rurali della provincia – rilevano i promotori - saranno l’occasione per ritrovare i più importanti luoghi e spazi che identificano la nostra cultura artistica e musicale. Nei giorni scorsi “Castelli d’Aria” e “Il Laboratorio Armonico”, con il concerto sull’organo Hydraulis costruito e utilizzato dal maestro<strong> Justus Willberg</strong>, hanno fornito un apprezzato contributo alla Giornata di Studi ‘Vitruvio e la Musica’, organizzata a Fano dal “Centro Studi Vitruviani”. Ora daremo il via da Mondolfo all’edizione 2026 del Festival itinerante, che negli anni è riuscito ad aggregare pubblico ed enti nella valorizzazione del patrimonio degli organi storici della provincia».</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 17:17:07 +0200</pubDate>
                        <title>Per il nuovo consiglio provinciale si vota tra due mesi</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/per-il-nuovo-consiglio-provinciale-si-vota-tra-due-mesi</link>
                        <description>Alessandri dopo la conversione del decreto Pa: «Si va verso la data del 29 novembre». E il presidente illustra le linee programmatiche del suo mandato: saranno aperte al contributo della futura assise</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="western">PESARO – Pesaro e Urbino è tra le tredici Province italiane che entro fine anno andranno al voto per il nuovo consiglio provinciale. «Per l’elezione dei consiglieri si va verso la data del 29 novembre», ha riferito il presidente<strong> Alberto Alessandri</strong> all’assise. Con il passaggio di ieri in Senato, si è conclusa la conversione del decreto Pubblica amministrazione che sincronizza le scadenze dei mandati di presidenti e consiglieri provinciali, finora sfasate dalla riforma Delrio. Per il riallineamento la nuova legge prevede che la durata dei consigli sia prorogata fino alla scadenza del mandato dei rispettivi presidenti. Ma la disposizione non si applica ai consigli che devono essere rinnovati entro il 2026, nelle Province in cui il presidente sia stato eletto prima della conversione del decreto. Pesaro e Urbino, insieme ad altre dodici, rientra nel caso. Tradotto: per il solo rinnovo dei 12 consiglieri (ma ovviamente non del presidente, eletto lo scorso luglio, ndr), si voterà quasi sicuramente il 29 novembre. «E’ la giornata che si sta delineando anche nelle altre province marchigiane interessate», informa Alessandri. «Ringrazio i consiglieri attuali per la disponibilità e la responsabilità istituzionale, continuerò a coinvolgerli fino all’ultimo giorno».<br> <strong>PROGRAMMA -</strong> Nel frattempo il presidente guarda alla Provincia come ‘soggetto federatore’: «Costruiremo una governance di responsabilità condivisa, valorizzando il rapporto con sindaci e Comuni. Attraverso strumenti permanenti di concertazione e coordinamento». Un metodo che Alessandri rimarca nelle linee programmatiche di mandato 2026-2030, «lasciate comunque aperte al contributo e alle esigenze del prossimo consiglio provinciale. Vogliamo un ente sempre più vicino alle istanze del territorio. Capace di mettere in rete competenze, esigenze e progettualità: rafforzeremo anche i rapporti con Regione e Stato», precisa il presidente nel documento. L’accento è posto su «trasparenza, legalità, partecipazione, dati accessibili». Quindi i passaggi su edilizia scolastica, rete viaria e infrastrutture, voci su cui Alessandri punta a «massimizzare la capacità di intercettare risorse regionali, statali ed europee», costruendo una «programmazione pluriennale coerente con il fabbisogno del territorio». Sull’acqua Alessandri mira a «una strategia territoriale per la sicurezza idrica. Prevenendo le crisi di approvvigionamento, aumentando la capacità di invaso e di accumulo dei bacini». Con la sottolineatura: «E’ necessario favorire la riduzione delle perdite e l’efficientamento delle reti, incentivando la collaborazione con gestori e autorità competenti». Capitolo rifiuti: «La gestione deve essere orientata a riduzione della produzione, aumento del recupero di materia e minimizzazione del ricorso allo smaltimento, nel rispetto della pianificazione regionale e delle competenze dei vari livelli istituzionali». L’obiettivo è «creare una nuova stagione di sviluppo sostenibile e valorizzazione del patrimonio ambientale provinciale». Anche con «prevenzione del dissesto, transizione ecologica, efficientamento energetico su tutti gli edifici di competenza provinciale e opportunità aperte dagli incentivi del ‘conto termico 3.0’».<br> <strong>AGRICOLTURA – </strong>Approvato all’unanimità l’ordine del giorno per il «rilancio dell’agricoltura locale, la tutela del vero made in Italy e la sostenibilità dei consumi». Il documento del consiglio provinciale che raccoglie le istanze Coldiretti prevede l’impegno su «promozione di tavoli territoriali per la crisi e il rilancio delle filiere agricole locali»; «mantenimento dell’attività agricola nei territori dove alle fragilità orografiche e climatiche si sommano condizioni economiche e infrastrutturali difficili»; «campagne di sensibilizzazione pubblica». Tra le azioni menzionate nel testo anche «incentivare l’inserimento di prodotti agricoli locali negli esercizi commerciali, nei bandi per le mense scolastiche, nei servizi di ristorazione sanitaria e nei servizi pubblici di competenza comunale», oltre a «potenziare mercati contadini e fiere locali» e «sostenere verso organi regionali e nazionali competenti azioni efficaci di contenimento della fauna selvatica, che causa danni crescenti alle colture, agli allevamenti e alla sicurezza stradale del territorio».</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 11:53:00 +0200</pubDate>
                        <title>Dai partiti alla televisione: focus sugli anni Ottanta a ‘Raccontare il tempo’</title>
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                        <description>Sabato 3 ottobre a San Costanzo l’incontro con Brizzi e Benini</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>PESARO - Prosegue la nuova rassegna itinerante “<strong>Raccontare il tempo</strong>” dedicata alla storia, promossa dall'associazione culturale Macchie e Inchiostri insieme all'Iscop. ‘<strong>Dalla Repubblica dei partiti alla Repubblica della televisione’</strong> è il titolo del secondo appuntamento a ingresso gratuito del Festival, in programma <strong>sabato 3 ottobre</strong>, alle <strong>ore 17.30</strong>, al <strong>teatro della Concordia di San Costanzo</strong>. <strong>Riccardo Brizzi</strong>, professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Bologna (dove dirige il dipartimento delle arti e il master in comunicazione e marketing dello sport) dialogherà con <strong>Silvia Benin</strong><strong>i</strong>, borsista di ricerca all'Istituto italiano per gli studi storici di Napoli e docente di Storia contemporanea all'Istituto di alti studi Carlo Bo. « Negli anni Ottanta – sottolineano gli organizzatori - il Paese entra in una stagione di profonde trasformazioni. Mentre i partiti di massa perdono radicalmente autorevolezza, la televisione conquista il centro della vita pubblica, cambiando il modo di fare politica, informare e costruire il consenso. Dai primi talk show alla spettacolarizzazione del confronto politico, fino al racconto televisivo di Tangentopoli: il piccolo schermo accompagna e accelera la crisi della "Prima Repubblica". L’incontro ripercorre questo passaggio decisivo della storia recente italiana». Per gli insegnanti che parteciperanno agli incontri della rassegna è previsto il riconoscimento dei crediti formativi. Dopo le prime date di Terre Roveresche e San Costanzo, il festival itinerante attraverserà successivamente altri tre borghi del territorio (Fermignano, Colli al Metauro e Cantiano), con il patrocinio della Provincia e dei Comuni che ospitano la manifestazione.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:57:14 +0200</pubDate>
                        <title>Rifiuti, Alessandri dopo l’Ata: «Programmare insieme a tutti i sindaci il dopo 2028»</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/rifiuti-alessandri-dopo-lata-programmare-insieme-a-tutti-i-sindaci-il-dopo-2028</link>
                        <description>Il presidente: prolungamento volumetrico per Ca’ Asprete e Monteschiantello risolve criticità attuali senza consumo di suolo, ma ora decidere sul futuro</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>PESARO – «Sul tema rifiuti coinvolgeremo al massimo tutti i sindaci nel prossimo futuro. Raccoglieremo anche le istanze di associazioni e cittadini, fermo restando le decisioni che devono essere prese dalla politica con coraggio e lungimiranza. Valuteremo insieme - coadiuvati dai tecnici della Provincia, dell’Assemblea territoriale d’Ambito e dei nostri gestori - perché dovremo giungere brevemente a decisioni importanti». Il presidente <strong>Alberto Alessandri</strong> lo dice dopo l’assemblea dell’Ata, che approva definitivamente a maggioranza (95,21 per cento; ndr) dei primi cittadini presenti l’aggiornamento del Piano d’ambito di gestione dei rifiuti. Un testo che la Regione aveva ricevuto e sostanzialmente approvato nel suo impianto centrale, ad eccezione di poche osservazioni formali, prima del voto odierno dell’Assemblea territoriale d’Ambito. «Il documento – riferisce Alessandri, che ha presieduto l’assemblea dell’Ata – contiene una rielaborazione aggiornata dei flussi di dati di produzione e smaltimento rifiuti. La principale azione consiste in due prolungamenti volumetrici (in altezza, ndr) delle discariche in uso (Ca’ Asprete per 450mila metri cubi; Monteschiantello per 300mila metri cubi), che consentono di soddisfare il fabbisogno di conferimenti oltre la scadenza del Piano prevista nel 2026, arrivando di fatto fino al 2028 senza utilizzo di suolo». Con la sottolineatura che le quantità restano quelle bloccate in origine: «Non possono essere conferiti più rifiuti rispetto a quelli previsti dalla capacità annuale», puntualizza Alessandri. Che commenta: «E’ un buon risultato, altrimenti già da quest’anno il territorio si sarebbe ritrovato in difficoltà. Ringrazio tutti i miei colleghi, in particolar modo i sindaci di Fano, San Costanzo e Tavullia, per l’approccio fortemente responsabile pur nel rispetto dei loro territori». Per il resto, il presidente guarda già avanti: «Superate ora le criticità immediate, dovremo metterci subito al tavolo tutti insieme. Perché il dopo 2028 va programmato e deciso adesso. Non rimandato ancora». Sullo sfondo resta anche la gestione della transizione verso l’Ata unica, proposta prevista nel Piano regionale rifiuti: «Sappiamo che si dovrà costituire un tavolo tecnico a livello regionale che individui, tra l’altro, i siti idonei per il termovalorizzatore. In questa fase sono stati convocati solo i direttori delle varie Ata e i dirigenti delle Province. La politica al momento non è stata coinvolta, ma ora c’è una fase di pausa nel processo e noi chiediamo di avere un ruolo. Candidandoci anche come Ata capofila: tra lo zero e il temovalorizzatore nel mezzo c’è tutta una prateria, noi vogliamo dire la nostra e incidere», conclude il presidente della Provincia.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 13:32:09 +0200</pubDate>
                        <title>Seduta pubblica del Consiglio Provinciale</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/seduta-pubblica-del-consiglio-provinciale-27</link>
                        <description>A Pesaro giovedì 1 ottobre presso la Sala W. Pierangeli in Viale Gramsci 4, alle ore 15,00</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio della Provincia di Pesaro e Urbino si terrà in<strong> seduta pubblica </strong>alle <strong>ore 15,00</strong> di giovedì<strong>&nbsp;1 ottobre</strong>&nbsp;presso la <em>Sala W. Pierangeli </em>in Viale Gramsci 4 a Pesaro.</p>
<p>L'Ordine del giorno è disponibile al seguente link:&nbsp; &nbsp;&nbsp;<a href="https://www.provincia.pu.it/amministrazione/consiglio/convocazione-consiglio" target="_blank">https://www.provincia.pu.it/amministrazione/consiglio/convocazione-consiglio</a></p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Comunicazione istituzionale</category>
                            
                                <category>Dalla Provincia</category>
                            
                        
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 12:33:26 +0200</pubDate>
                        <title>Chiusura uffici provinciali per Festività Santo Patrono</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/chiusura-uffici-provinciali-per-la-festa-del-patrono</link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si informa che gli uffici provinciali in occasione della Festività di San Terenzio resteranno chiusi nei giorni<strong> 24 e 25 settembre</strong>.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Comunicazione istituzionale</category>
                            
                                <category>Dalla Provincia</category>
                            
                        
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 12:13:15 +0200</pubDate>
                        <title>Festival ‘Raccontare il tempo’ apre con gli anni di piombo</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/festival-raccontare-il-tempo-apre-con-gli-anni-di-piombo</link>
                        <description>Domenica 27 settembre il primo appuntamento della nuova rassegna itinerante: Dondi dialoga con Quattromini a Orciano (Terre Roveresche)</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>PESARO – <strong>Domenica 27 settembre</strong>, alle <strong>ore 17.30</strong>, all’<strong>auditorium Santa Caterina di </strong><strong>Orc</strong><strong>iano (Terre Roveresche)</strong> è in programma l’incontro “<strong>Neri e Rossi: terrorismo e strategia della tensione</strong>”, primo appuntamento della nuova rassegna itinerante “<strong>Raccontare il tempo</strong>” dedicata alla storia promossa dall'associazione culturale Macchie e Inchiostri insieme all'Iscop. «L’iniziativa inaugurale – spiega<strong> Paolo Frigerio</strong>, presidente dell'associazione Macchie e Inchiostri e ideatore della rassegna insieme a<strong> Marco Labbate</strong> - vedrà come ospite lo storico <strong>Mirco Dondi</strong> dell’università di Bologna, autore di fondamentali saggi sulla storia della strategia della tensione e tra i massimi esperti del periodo. Dialogherà con <strong>Andrea Quattromini</strong> dell’università di Urbino. Al centro ci sarà la stagione della violenza politica che ha attraversato il Paese tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Ottanta: un'analisi rigorosa e storiografica dei conflitti, della catena di stragi e eversioni, dalla matrice neofascista a quella brigatista e di estrema sinistra, che hanno messo a dura prova la tenuta democratica delle istituzioni. Capire come la giovane democrazia repubblicana sia riuscita a resistere all'attacco incrociato del terrorismo di matrice politica è fondamentale per leggere con consapevolezza le dinamiche del nostro presente e trasmettere il valore della memoria collettiva come bene comune». L’ingresso è gratuito. Per gli insegnanti che parteciperanno agli incontri della rassegna è previsto il riconoscimento dei crediti formativi. Dopo Terre Roveresche il festival itinerante attraverserà altri quattro borghi del territorio (San Costanzo, Fermignano, Colli al Metauro e Cantiano), con il patrocinio della Provincia e dei Comuni che ospitano la manifestazione.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Comunicati stampa</category>
                            
                                <category>Dal Territorio</category>
                            
                        
                        
                            
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                        <pubDate>Tue, 22 Sep 2026 07:32:00 +0200</pubDate>
                        <title>La &quot;Notte dei Ricercatori&quot;</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/la-notte-dei-ricercatori</link>
                        <description>Ad Ancona venerdì 25 settembre dalle 17,00 alle 22,00</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="isselectedend"><strong>Venerdì 25 settembre </strong>2026 Istat parteciperà alla prossima edizione della <strong>Notte dei Ricercatori di Ancona</strong> con un proprio stand dedicato alla promozione e alla diffusione della cultura statistica.</p>
<p class="isselectedend">Quest'anno l’Istituto nazionale di statistica celebra il Centenario della sua fondazione e nell'ambito del programma delle celebrazioni, che si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sono programmate una serie di iniziate territoriali volte a valorizzare la storia delle principali trasformazioni economiche, sociali e demografiche delle Regioni, con un focus sui Comuni capoluogo.</p>
<p class="isselectedend">In particolare, nel corso dell’iniziativa della Notte dei Ricercatori, il pubblico avrà l’opportunità di <strong>conoscere più da vicino il mondo della statistica ufficiale </strong>e scoprire, attraverso attività e momenti di confronto, <strong>quanto i dati siano importanti</strong> per comprendere i fenomeni economici, sociali e demografici che caratterizzano il nostro territorio e la nostra società.</p>
<p class="isselectedend">La partecipazione di Istat alla Notte dei Ricercatori rappresenta un’occasione per avvicinare cittadinanza, studenti e studentesse, famiglie e istituzioni alla statistica e al <strong>valore dell’informazione statistica come strumento di conoscenza e supporto </strong>alle decisioni.</p>
<p class="isselectedend"><strong>L’ingresso all'iniziativa è libero</strong> e per ulteriori dettagli è disponibile una <a href="https://www.sharper-night.it/sharper-ancona/" target="_blank" rel="noreferrer">pagina dedicata</a>.</p>
<p class="isselectedend">Scarica il manifesto:</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Comunicazione istituzionale</category>
                            
                                <category>Dal Territorio</category>
                            
                        
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 11:50:00 +0200</pubDate>
                        <title>&quot;ITALIA DONNA - L&#039;iconografia di una nazione nella storia&quot;</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/a-urbino-inaugura-la-mostra-italia-donna-liconografia-di-una-nazione-nella-storia</link>
                        <description>A Urbino inaugurazione della Mostra visitabile dal 26 settembre al 1 novembre presso la Galleria d&#039;Arte Albani</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sarà inaugurata ad Urbino&nbsp;<strong>sabato 26 settembre 2026</strong> alle ore 18.00, presso la Galleria d'Arte Albani in via Mazzini 7, la mostra itinerante<strong> "ITALIA DONNA -&nbsp;L'iconografia di una nazione nella storia"</strong>, promossa dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e curata da Nicoletta Bazzano e Giovanni Belardelli.&nbsp;&nbsp;</p>
<p><em>"L’esposizione propone un percorso attraverso le rappresentazioni dell’Italia che, nel corso dei secoli, hanno contribuito alla costruzione dell’identità nazionale. Al centro della mostra vi è la figura femminile allegorica che ha incarnato la Nazione nelle arti figurative, nella grafica, nella comunicazione pubblica e nell’immaginario collettivo, divenendo uno dei simboli più riconoscibili della storia italiana.&nbsp;La mostra sarà visitabile <strong>dal 26 settembre al 1 novembre 2026</strong> e si inserisce nel programma di iniziative con cui l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano promuove la conoscenza della storia nazionale e dei suoi simboli attraverso attività di divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale. L'evento ha il patrocinio e il sostegno del Comune di Urbino e il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, dell'Ufficio scolastico regionale per le Marche e del Comitato di Pesaro e Urbino dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano."</em></p>
<p>Per ulteriori dettagli è disponibile una <a href="https://www.risorgimento.it/2026/09/17/italia-donna-arriva-a-urbino-nuova-tappa-della-mostra-itinerante-dellistituto/" target="_blank" rel="noreferrer">pagina dedicata</a>.</p>]]></content:encoded>
                        
                            
                                <category>Comunicazione istituzionale</category>
                            
                                <category>Dal Territorio</category>
                            
                        
                        
                            
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                        <pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:15:35 +0200</pubDate>
                        <title>‘Raccontare il tempo’: il nuovo Festival nei borghi con lo sguardo sulla storia</title>
                        <link>https://www.provincia.pu.it/novita/visualizza/contenuto/raccontare-il-tempo-il-nuovo-festival-nei-borghi-con-lo-sguardo-sulla-storia</link>
                        <description>Al via la rassegna nata dalla sinergia tra ‘Macchie e Inchiostri’ e ‘Iscop’. Cinque Comuni coinvolti: «Studiosi e saggisti di rilievo nazionale per una divulgazione autorevole»</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="western">PESARO – Conto alla rovescia per la prima edizione di “<strong>Raccontare il tempo</strong>”, nuova rassegna itinerante dedicata alla storia contemporanea e al racconto della memoria collettiva. Il Festival si aprirà&nbsp;<strong>domenica 27 settembre</strong>, con incontri ad ingresso gratuito in cinque Comuni del territorio (Terre Roveresche, San Costanzo, Fermignano, Colli al Metauro e Cantiano) che vedranno dialoghi e contributi di storici, saggisti e divulgatori di rilievo nazionale. La manifestazione è organizzata dall’associazione “Macchie e Inchiostri” in collaborazione con l’Iscop (Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino) e con il patrocinio della Provincia e dei Comuni che ospitano l'iniziativa.&nbsp;Il programma della rassegna - che includerà focus su temi come anni di piombo, Tangentopoli e boom economico -&nbsp;è stato&nbsp;presentato&nbsp;in Provincia dal presidente dell’associazione ‘Macchie e Inchiostri’&nbsp;<strong>Paolo Frigerio&nbsp;</strong>e&nbsp;dal vicedirettore scientifico dell'Iscop&nbsp;<strong>Marco Labbate</strong>. «L’obiettivo – hanno spiegato i promotori – è avvicinare il pubblico ai grandi temi del Novecento e della storia recente, attraverso una prospettiva accessibile e plurale».&nbsp;Presenti il sindaco di San Costanzo<strong>&nbsp;Domenico Carbone</strong>, il vicesindaco di Terre Roveresche&nbsp;<strong>Claudio Patregnani&nbsp;</strong>e l’assessore di Colli al Metauro<strong>&nbsp;Francesco Tadei</strong>,<strong>&nbsp;</strong>in rappresentanza dei Comuni coinvolti. «Manifestazioni di questo tipo – ha evidenziato<strong>&nbsp;Carbone</strong>&nbsp;- sono sempre molto partecipate nei territori. Dietro c’è un impegno notevole: ringraziamo gli organizzatori per la qualità della proposta, che riesce a mettere insieme più Comuni con un lavoro notevole e importante». «Tra&nbsp;‘Macchie&nbsp;e&nbsp;Inchiostri’&nbsp;e Colli al Metauro&nbsp;c’è una collaborazione di lunga data – ha detto&nbsp;<strong>Tadei</strong>&nbsp;-.&nbsp;Fare rete è un valore aggiunto,&nbsp;il metodo seguito è giusto:&nbsp;così&nbsp;i territori si conoscono e integrano».&nbsp;«Siamo sicuri che la rete territoriale del Festival si amplierà&nbsp;ulteriormente&nbsp;nei prossimi anni, come già accaduto per altre rassegne - ha sottolineato<strong>&nbsp;Patregnani</strong>&nbsp;-.&nbsp;Gli&nbsp;incontri catalizzeranno&nbsp;la platea perché&nbsp;riflettere sul passato agevola la comprensione del presente».</p>
<p class="western"><strong>Di seguito il programma e i relatori:</strong></p>
<p class="western"><em>Domenica 27 settembre – Orciano, CineAuditorium Santa Caterina - ore 17.30</em></p>
<p class="western">“<strong>Neri e rossi: terrorismo e strategia della tensione negli anni Settanta”</strong></p>
<p class="western"><strong>Mirco Dondi</strong>&nbsp;dialoga con&nbsp;<strong>Andrea Quattromini</strong></p>
<p class="western">«L’incontro – spiegano gli organizzatori – approfondirà gli anni di piombo, dal tragico attentato di piazza Fontana, atto tristemente inaugurale della strategia della tensione e dell’eversione nera, fino alla lotta armata del terrorismo rosso: un fenomeno che sfocia, nella seconda metà del decennio, in un attacco diretto al cuore dello Stato e in una diversa, ma altrettanto brutale, scia di sangue».</p>
<p class="western"><strong>Mirco Dondi&nbsp;</strong>è professore associato di Storia contemporanea all’Università di Bologna. Dal 2009 dirige il Master di Comunicazione storica dell’Università di Bologna, è direttore scientifico di «Bibliomanie»&nbsp;ed è&nbsp;responsabile scientifico dell’Archivio italiano della memoria&nbsp;Mneo. Le sue ricerche si concentrano sull’intreccio tra violenza politica, istituzioni, informazione e opinione pubblica nel corso della storia dell’Italia repubblicana. Dopo essersi dedicato alle tensioni del periodo resistenziale e del dopoguerra&nbsp;nei saggi&nbsp;“La lunga liberazione”&nbsp;(Editori Riuniti, &nbsp;1999) e “La Resistenza tra unità e conflitto”&nbsp;(Bruno Mondadori, 2004),&nbsp;ha dedicato particolare attenzione alla strategia della tensione. I suoi libri&nbsp;“L’eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965-1974”&nbsp;&nbsp;(Laterza 2015) e&nbsp;1”2 dicembre 1969. Piazza Fontana”&nbsp;(Laterza 2018) sono punti di riferimento imprescindibili dello studio dello stragismo italiano.</p>
<p class="western"><strong>Andrea Quattromini</strong>&nbsp;è dottorando in Scienze storiche in età contemporanea all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e ha conseguito il diploma in Affari europei all’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). È membro della redazione della rivista “Storia e problemi contemporanei” e ha collaborato alla trasmissione “Passato e presente”. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia delle culture politiche nell’Italia repubblicana, con particolare attenzione al post-azionismo e al liberalismo italiano.</p>
<p class="western">&nbsp;</p>
<p class="western"><em>Sabato 3 ottobre – San Costanzo, Teatro della Concordia - ore 17.30</em></p>
<p class="western"><strong>Dalla Repubblica dei partiti alla Repubblica della televisione</strong></p>
<p class="western"><strong>Riccardo Brizzi&nbsp;</strong>dialoga con<strong>&nbsp;Silvia Benini</strong></p>
<p class="western">«Negli anni Ottanta – evidenziano i promotori - l'Italia entra in una stagione di grandi trasformazioni. Mentre i partiti di massa perdono radicamento e autorevolezza, la televisione conquista il centro della vita pubblica, cambiando il modo di fare politica, di informare e di costruire il consenso. Dai primi talk show alla spettacolarizzazione del confronto politico, fino al racconto televisivo di Tangentopoli, il piccolo schermo accompagna e accelera la crisi della cosiddetta "Prima Repubblica"».&nbsp;</p>
<p class="western"><strong>Riccardo Brizzi&nbsp;</strong>è professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Bologna, dove dirige il Dipartimento delle Arti e il Master in Comunicazione e Marketing dello Sport.. È stato visiting professor presso numerose università europee. I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente la storia politica europea del Novecento (con particolare riguardo alla storia contemporanea dell’Italia e della Francia), la storia della comunicazione politica e i rapporti tra sport, politica e società. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano: “La Francia di Macron” (il Mulino 2017 con M. Lazar); “Storia della coppa del mondo di calcio (1930-2018): politica, sport, globalizzazione” (Mondadori Education,&nbsp;con Sbetti);&nbsp;“Il calcio degli italiani. Media, politica e società (1968-2006)” (Il Mulino, 2026, con Garofalo e Mazzei).</p>
<p class="western"><strong>Silvia Benini</strong>&nbsp;è borsista di ricerca all'Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, docente di Storia contemporanea presso l'Istituto di Alti Studi Carlo Bo e coordinatrice di redazione della rivista “Ricerche di Storia Politica”. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla storia politica ed elettorale dell'Italia contemporanea e sulla didattica della storia. Da questo secondo filone deriva la monografia in corso di pubblicazione “The Idea of the Nation in History Textbooks. A Comparative Analysis of Post-Colonial Senegal and Zambia” (Affinità Elettive).</p>
<p class="western">&nbsp;</p>
<p class="western"><em>Sabato 10 ottobre – Fermignano, ex Mattatoio, ore 17.30</em></p>
<p class="western"><strong>Repubblica: immagini e linguaggi nelle trasformazioni dei suoi 80 anni di storia</strong></p>
<p class="western"><strong>Maurizio Ridolfi&nbsp;</strong>dialoga con&nbsp;<strong>Marco Labbate</strong></p>
<p class="western">«Il fondativo “momento repubblicano” – sottolineano gli organizzatori - ha innervato nella storia&nbsp;d’Italia i valori costituzionali e&nbsp;le narrazioni di&nbsp;una Repubblica che mutevoli immagini e linguaggi hanno rappresentato nello scorrere dei decenni e delle loro trasformazioni. Le diverse generazioni di italiani e italiane lo vivono tutt'oggi&nbsp;come&nbsp;un cantiere aperto di memorie e identità, di cui occorre&nbsp;indagare i simboli e i riti, le ricezioni mutevoli e le molteplici rappresentazioni».&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="western"><strong>Maurizio Ridolfi</strong>&nbsp;è professore ordinario di Storia Contemporanea all'Università della Tuscia. Ha fondato e coordina (con Fulvio Conti) la direzione della rivista storica “Memoria e Ricerca” (il Mulino). È membro del comitato consultivo di riviste di storia in Francia (“Parlement (s)”), Spagna (“Pasado y Mémoria”, “Alcores”) e Portogallo (“Ler Historia”). Più volte&nbsp;visiting professor&nbsp;all’estero (in particolare a Parigi, Ehess e SciencesPo), ha insegnato anche a Roma Tre. Presiede il Centro di Studi Europei e Internazionali. Si occupa di storia della politica nei suoi aspetti istituzionali, educativo-culturali e simbolico-rituali. Ha diretto i progetti nazionali di ricerca; “2 giugno. Nascita, storia e memorie della Repubblica” (Viella 2020); “Lessico per la Repubblica. Dal Risorgimento all’integrazione europea” (Il Mulino, 2026), “L’Italia della Repubblica. Ottant’anni di storia (1946-2026)” (Carocci 2026).</p>
<p class="western"><strong>Marco Labbate</strong>&nbsp;è dottore di ricerca all’Università di Urbino, vicedirettore scientifico dell’Istituto di Storia Contemporanea di Pesaro-Urbino e membro della redazione della rivista “Storia e problemi contemporanei”.&nbsp;Il suo principale ambito di ricerca è lo studio del pacifismo e dell’obiezione di coscienza. Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano: “Un’altra patria. L’obiezione di coscienza al servizio militare nell’Italia repubblicana” (Pacini, 2020) e “Non un uomo né un soldo. Obiezione di coscienza e servizio civile a Torino” (Ega, 2022).</p>
<p class="western">&nbsp;</p>
<p class="western"><em>Sabato 17 ottobre</em><em>&nbsp;– Saltara (Colli al Metauro), Chiesa del Gonfalone, ore 17.30</em></p>
<p class="western"><strong>Cosa è rimasto degli anni Ottanta? La storia e alcune radici del nostro presente</strong></p>
<p class="western"><strong>Gianluca Scroccu</strong>&nbsp;dialoga con&nbsp;<strong>Marco Gualtieri</strong></p>
<p class="western">«L’appuntamento – rilevano gli organizzatori - si concentra sul significato del decennio degli anni Ottanta come periodo di cambiamento strutturale della politica e della società italiana. Partendo dai punti di riferimento internazionale (la guerra fredda vista attraverso il ruolo di Thatcher, Reagan e Gorbaciov), l’approfondimento si soffermerà sui cambiamenti del sistema politico italiano. Mentre i partiti iniziano a interrogarsi sulla loro capacità di orientare l’opinione pubblica, il mutamento imposto dai media potenzia il ruolo dei leader, inserendo il tema della personalizzazione e della spettacolarizzazione, dei simboli e dei riti».</p>
<p class="western"><strong>Gianluca Scroccu&nbsp;</strong>è professore associato all'Università di Cagliari, dove insegna Storia contemporanea, Storia dell’Italia repubblicana e Storia dell’integrazione europea. Nel 2017 è stato visiting fellow presso il "Remarque Institute" alla New York University. È direttore della collana «Quaderni del corso di laurea in filosofia». Ha ricevuto il Premio nazionale Fiuggi Storia e il premio nazionale “Giacomo Matteotti”, per il volume “La sinistra credibile. Antonio Giolitti tra socialismo, riformismo ed europeismo (1964-2010)” (Carocci 2016). Tra le sue più recenti pubblicazioni: “Piero Gobetti nella storia d’Italia. Una biografia politica e culturale” (Le Monnier 2022); “La sinistra nell’Italia repubblicana. Dalla Resistenza al Campo Largo” (Carocci, 2023 con A. Tonelli); “Sandro Pertini” (Salerno editrice, 2026).</p>
<p class="western"><strong>Marco Gualtieri&nbsp;</strong>è assegnista di ricerca e professore a contratto di Storia contemporanea presso l’Università di Urbino “Carlo Bo”. È vicepresidente dell’Istituto di Storia contemporanea della Provincia di Pesaro Urbino, membro della redazione del “Mestiere di storico” e di “Storia e problemi contemporanei”. I suoi interessi di ricerca vertono sulle rappresentazioni pubbliche degli anni Settanta e Ottanta e sulle trasformazioni simboliche e materiali degli spazi urbani, con particolare attenzione al rapporto tra politica e cultura. La monografia “L’Estate romana (1977-1985). La città, la politica, l’effimero (Pacini, 2023)” ha ricevuto il premio Anci- Sissco.</p>
<p class="western">&nbsp;</p>
<p class="western"><em>Sabato 24 ottobre – Cantiano, Sala della Cultura-Complesso museale di Sant’Agostino, ore 17.30</em></p>
<p class="western"><strong>Modernità contraddittorie. La casalinga, i consumi e il genere del Miracolo economico</strong></p>
<p class="western"><strong>Enrica Asquer</strong>&nbsp;dialoga con<strong>&nbsp;Barbara Montesi</strong></p>
<p class="western">«Il Miracolo economico – puntualizzano i promotori - ebbe un genere, oltre che una classe. La modernità dei consumi di massa esigeva una casalinga a tempo pieno, esperta nell'arte del consumare. Oltreoceano, ai primi anni Sessanta, l'inchiesta di Betty Friedan aveva già individuato "il problema che non ha nome", scoprendo un'inconfessabile insoddisfazione che si celava al di sotto della coltre di aspettative e promesse di felicità che i consumi proiettavano sulle donne della middle class. In Italia, il boom economico convisse a lungo con un quadro sociale molto diversificato e con la lentezza della reale penetrazione dei consumi nelle case delle italiane e degli italiani. Sul piano dell'immaginario, tuttavia, questa fu una rottura importante, che innescò riflessioni futuristiche su una civiltà dominata dalle macchine e rischiosamente priva del rassicurante "angelo del focolare" dei bei tempi andati».</p>
<p class="western"><strong>Enrica Asquer&nbsp;</strong>è professoressa associata di Storia contemporanea all’Università di Genova presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia. È condirettrice della rivista “Italia contemporanea” ed è parte della redazione di “Genre &amp; Histoire”. Le sue ricerche vertono sulla storia della famiglia, delle relazioni di genere e delle culture di consumo in Italia e in Europa in età contemporanea. A questi temi ha dedicato numerosi saggi e due libri: “La rivoluzione candida. Storia sociale della lavatrice, 1945-1970” (Carocci, 2007) e “Storia intima dei ceti medi” (Laterza, 2011). Più di recente si è occupata delle politiche razziali e delle questioni di cittadinanza nell’Italia fascista e nella Francia di Vichy, partecipando a gruppi di lavoro all’estero e in Italia. Ha pubblicato “Caso per caso. Una storia sociale delle discriminazioni razziali (1938-1943)” (Viella, 2025).</p>
<p class="western"><strong>Barbara Montesi&nbsp;</strong>è professoressa associata di Storia contemporanea all’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, dove insegna Storia contemporanea, Storia dei consumi culturali e Storia visuale. Nel suo percorso di ricerca ha privilegiato i temi legati alla storia dell’infanzia e della famiglia, alla storia sociale delle istituzioni, alla biografia politica e di genere, ai consumi di massa. Negli ultimi anni si è indirizzata verso la storia della cultura visuale e cinematografica nel ventennio fascista, con particolare attenzione al rapporto tra sfera pubblica e politica e sfera privata e alla definizione intermediale dei modelli di genere e di età.<br> <br> <br> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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                        <pubDate>Mon, 14 Sep 2026 14:16:08 +0200</pubDate>
                        <title>Alessandri: «Cambio di paradigma sull’edilizia scolastica provinciale»</title>
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                        <description>L’impegno del presidente in visita all’Istituito Celli alla ripartenza delle lezioni: ‘Non soluzioni spot ma programmazione definitiva, al centro il futuro dei ragazzi’</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>PESARO – «Cambio di paradigma» sull’edilizia scolastica provinciale.&nbsp;Lo prefigura&nbsp;il presidente&nbsp;<strong>Alberto Alessandri</strong>, in visita all’Istituto Celli di Cagli, in occasione della partenza del nuovo anno scolastico. «Nel primo giorno di scuola la Provincia si prende un impegno preciso con gli istituti superiori»,&nbsp;evidenzia&nbsp;il presidente. Ovvero: «Vogliamo dare una programmazione definitiva alle varie situazioni che attualmente si presentano nei territori. Vanno prese nella loro globalità, studiate e risolte.&nbsp;In modo che nell’arco dei prossimi trent’anni non ci&nbsp;si debba più tornare a mettere le mani». Quindi non soluzioni tampone,&nbsp;«né singoli spot per presidenti, amministratori o politici che vogliano trarne vantaggio. Metteremo veramente sul tavolo&nbsp;un discorso serio,&nbsp;per&nbsp;una programmazione al servizio del territorio e degli studenti».&nbsp;Sulla procedura da seguire Alessandri&nbsp;è chiaro:&nbsp;«Visioneremo tutti i vari istituti, predisponendo poi progetti definitivi ed esecutivi da chiudere nell’arco di uno o due anni. Questo per dare la certezza che&nbsp;metteremo&nbsp;al primo posto il futuro dei nostri ragazzi. Avere istituti che funzionano bene, strutturati in maniera seria e duratura, consente di riequilibrare la provincia offrendo nuove prospettive. Molto spesso sono fattori che fanno la differenza tra partire, restare o anche ritornare nei territori».&nbsp;Alessandri si prende l’impegno «con la classe dirigente che deciderà di fare insieme a me questo percorso. Perché il presidente –&nbsp;ribadisce -&nbsp;non è un uomo solo al comando: il lavoro sarà di gruppo per garantire una vicinanza costante della Provincia al mondo della scuola. Sicuramente sarà un cambio di passo». Con un approccio diverso:&nbsp;«Non voglio definirlo migliore né peggiore rispetto al passato –&nbsp;prosegue -&nbsp;ma di certo, in questa&nbsp;nuova presidenza,&nbsp;attribuiremo&nbsp;grande importanza all’edilizia scolastica». Nel frattempo,&nbsp;«la Provincia si sta impegnando a rendere&nbsp;più&nbsp;funzionali i luoghi scolastici in questo momento di transizione, dove dobbiamo terminare&nbsp;una serie di&nbsp;opere ancora in corso».&nbsp;Di qui la sottolineatura: «Serve pazienza, collaborazione e responsabilità da parte di tutti. Ma se insieme andremo nella stessa direzione, nell’arco di 2-3 anni ci saranno molte nuove strutture scolastiche pienamente al servizio dei ragazzi e del territorio. Auspico quindi che non ci siano personalismi per un like in più&nbsp;sui social&nbsp;ma senso di responsabilità.&nbsp;E ai ragazzi auguro tutta la fortuna del mondo da guadagnare attraverso lo studio, il rispetto per i luoghi scolastici, la curiosità e la voglia di dare il massimo. Con la certezza che questo periodo sarà fondamentale per la vita e il futuro».</p>]]></content:encoded>
                        
                            
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