
Si tratta della gestione delle acque pubbliche superficiali e sotterranee, finalizzata al sempre migliore utilizzo e tutela della risorsa.
La materia è regolamentata dal T.U. 11/12/1933 n. 1775, recentemente modificato con DD.Lgss. 11/05/1999 n. 152 e 18/08/2000 n. 258, Legge Regionale 9 giugno 2006 n. 5 pubblicata nel BURM n. 65 del 22 giugno 2006.
Il prelievo e l’utilizzazione delle acque, superficiali e sotterranee, divenute tutte pubbliche con D.P.R. 18/02/1999 n. 238, a seguito della L. 5/01/1994 n. 36, è subordinato ad un provvedimento concessorio dell’ingegnere capo del genio civile - oggi del Dirigente del Servizio preposto della Provincia - o del Provveditore Regionale per le OO.PP. - oggi della Regione Marche - a seconda dell’entità (“piccola” o “grande”) della derivazione.
La Regione Marche, con L. R. 6/04/1998 n. 11, ha stabilito gli adempimenti e le procedure, riconoscendo nel Servizio Decentrato OO.PP. e Difesa del Suolo e nel suo Dirigente l’organo competente.
Il procedimento è piuttosto laborioso e prevede una complessa istruttoria della domanda, attraverso la sua pubblicazione, la visita sopralluogo, l’ordinanza e la presentazione delle conseguenti osservazioni da parte di altri interessati, le valutazioni del caso, la predisposizione e stipula del disciplinare ed il rilascio della definitiva concessione di durata pluriennale, oltre alla autorizzazione all’escavazione nel caso di prelievo tramite pozzo o comunque alla realizzazione delle opere di derivazione, con infine la possibilità del permesso provvisorio annuale.
Ai sensi del D.Lgs 275/93 e del D.Lgs 152/99, è in corso l’operazione di riconoscimento dei prelievi già esistenti prima della dichiarazione di pubblicità delle acque, nonchè la sanatoria di quelli posti in zone in cui le acque erano già pubbliche (vale a dire quasi tutti i corsi d’acqua e i territori di n. 6 comuni).
Per tali adempimenti sono pervenute circa 30.000 denunce, per la cui sanatoria si attende l’approvazione dell’apposita Legge Regionale.