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Provincia di Pesaro e Urbino
Uso del suolo
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Progetto Strategico del Colle San Bartolo

Il promontorio del San Bartolo è costituito da una serie di rilievi costieri, Monte Castellaro, Monte Brighella, Monte San Bartolo, Monte Trebbio, con quote prossime ai 200 m slm. che si affacciano sul mare Adriatico grazie ad una spettacolare falesia. Nei quasi 10 Km di falesia che collegano Pesaro a Gabicce Mare senza soluzione di continuità, affiorano successioni stratigrafiche del Miocene costituite prevalentemente da marne e arenarie. La falesia è separata dal mare da una stretta spiaggia ghiaiosa facilmente superata dalle mareggiate, interessata sia da scalzamento al piede che da franamenti, lungo l’intero versante. Il Colle San Bartolo rientra in un progetto strategico generale perseguito dall’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino fin dagli anni ‘90 la cui finalità unica è rappresentata dalla conservazione e valorizzazione di un’estesa area che ricade all’interno del Parco Naturale Regionale del San Bartolo, istituito con Legge Regionale n.15/94, caratterizzato da una falesia naturale a picco sul Mare Adriatico al ciglio della quale si trovano centri storici di notevole interesse immersi in una natura ed un paesaggio uniche.

La Provincia di Pesaro e Urbino in sinergia con i Comuni di Pesaro e Gabicce Mare, l’Ente Parco del San Bartolo, la Regione Marche è riuscita ad organizzare una progettazione organica in tutta la falesia del San Bartolo prendendo in considerazione sia i dissesti idrogeologici presenti lungo i versanti che la difesa della costa, in funzione della stretta relazione esistente tra frane a monte e scalzamento al piede, provocato dall’azione meccanica del mare. La Regione Marche si è fatta carico della progettazione e realizzazione delle difese a mare, nei tratti di costa a maggior suscettibilità, mentre il Comune di Pesaro ha progettato e realizzato l’intervento di consolidamento dell’abitato di Casteldimezzo.

La progettazione e realizzazione degli interventi a carattere d’urgenza di alcuni siti a maggior rischio per la pubblica incolumità realizzati dalla Provincia di Pesaro e Urbino (Servizio 4.2 Uso e Tutela del Suolo-Attività Estrattive-Bonifica), è stata ripartita in lotti funzionali ed ha interessato le seguenti località:

 

  1. Abitato di Gabicce Monte in Comune di Gabicce Mare;

  2. Strada provinciale S.P. 44 San Bartolo al Km 21 “Sorrento” in Comune di Gabicce Mare;

  3. Gabicce Monte, Via delle Rondini in Comune di Gabicce Mare;

  4. Abitato di Fiorenzuola di Focara in Comune di Pesaro;

  5. Santa Marina in Comune di Pesaro;

  6. Monitoraggio della falesia;

  7. Il Comune di Pesaro ha progettato e realizzato il consolidamento dell’abitato di Casteldimezzo in Comune di Pesaro;

  8. La Regione Marche ha progettato e realizzato gli interventi di difesa della costa.

 

I finanziamenti del l° primo stralcio, del primo lotto funzionale, sono stati ottenuti sia con la legge 183/89 che con la legge 267/98; gli interventi del primo lotto funzionale sono tutti completati. In relazione alla gravità ed estensione dei dissesti sono stati richiesti ulteriori finanziamenti in modo da completare il primo stralcio del secondo lotto funzionale.



Abitato di Gabicce Monte in Comune di Gabicce Mare

Vista panoramica della falesia all'altezza dell'abitato di Gabicce Monte. Si notano i dissesti gravitativi, per colamento, a valle dell'abitato

La falesia a ridosso del centro abitato di Gabicce Monte è interessata da dissesti gravitativi, tipo colamento, a volte prossimi al centro abitato che si estendono fino a raggiungere il piede del rilievo costiero. Il progetto, realizzato nel mese di maggio 2001 dal Servizio 4.2 Uso e Tutela del Suolo-Attività Estrattive-Bonifiva della Provincia di Pesaro e Urbino, prevedeva la realizzazione di due cordoli in cemento armato ancorati con micropali sia sub-orizzontali che verticali, in prossimità del coronamento di una estesa frana prossima al centro abitato di Gabicce Monte. Per contenere i terreni superficiali è stata realizzata anche una briglia in legno, alcune protezioni superficiali con reti metalliche e biostuoie.


La elevata attività della frana, a valle degli interventi completati nel 2003, ha richiesto un ulteriore intervento da parte della Provincia di Pesaro e Urbino in modo tale da mantenere inalterata l’efficacia degli interventi precedentemente realizzati. Il nuovo progetto, predisposto nel 2005 dal Servizio 4.2 Uso e Tutela del Suolo-Attività Estrattive-Bonifica, prevede la realizzazione di ulteriori due cordoli in cemento armato, a valle di quelli precedentemente realizzati, ancorati con micropali sia sub-orizontali che sub-verticali, due gabbionate e alcune opere di ingegneria naturalistica.

I fondi per la realizzazione delle opere sono stati stanziati nel Bilancio della Provincia di Pesaro e Urbino.

Vista dall'alto del colamento e della briglia in legno realizzata nel 2003
Vista degli interventi realizzati nel 2003

Strada provinciale S.P. 44 San Bartolo al Km 21 "Sorrento" in Comune di Gabicce Mare


In prossimità del Km 21 della S.P. 44 del San Bartolo, all’altezza del ristorante “Sorrento”, il versante è interessato da fenomeni franosi per colamento, che interessano sia la strada Provinciale che l’intera falesia, fino a raggiungere il piede. La Provincia di Pesaro e Urbino (Servizio 4.2 Uso e Tutela del Suolo-Attività Estrattive-Bonifica) nel 2000 ha realizzato un progetto stralcio in cui erano previste opere di contenimento dei terreni in frana, tramite la realizzazione di paratie di pali verticali, tiranti, cordoli in cemento armato, gabbionate ed opere di ingegneria naturalistica. L’intervento era mirato a contenere l’attività gravitativa localizzata nei coronamenti di frana.



Vista panoramica della falesia e dei dissesti poco a valle della Strada Provinciale n. 44 al Km 21
Vista della gabbionata fissata su pali con protezioni superficiali a valle dell'intervento

Gabicce Monte, Via delle Rondini in Comune di Gabicce Mare

A valle di Via delle Rondini la falesia è interessata da due corpi principali di frana per colamento, che si estendono fino al piede. I coronamenti di frana erano caratterizzati da fenomeni di progressivo arretramento con una dinamica tale da poter coinvolgere l’abitato presente in zona. La Provincia di Pesaro e Urbino (Servizio 4.2 Uso e Tutela del Suolo-Attività Estrattive-Bonifica) nel 2000 ha realizzato un progetto stralcio in cui erano previste opere di contenimento costituite da paratie di pali verticali, tiranti e cordoli in cemento armato in modo tale da poter contenere l’attività gravitativa localizzata nei coronamenti di frana.



Panoramica della falesia con vista dei dissesti gravitativi subito a valle di Via delle Rondini
Vista del cordolo di contenimento e della strada ripristinata

Lavori di consolidamento e recupero ambientale sulla Falesia del Colle San Bartolo in corrispondenza del centro abitato di Fiorenzuola di Focara in Comune di Pesaro

Panoramica della falesia all'altezza dell'abitato di Fiorenzuola di Focara. Si notano i dissesti gravitativi

In data 29 luglio 1999 sono iniziati i lavori di consolidamento e recupero ambientale di parte del versante della Falesia del Colle San Bartolo in corrispondenza dell’abitato di Fiorenzuola di Focara di I stralcio a carattere di urgenza.

A seguito della trattativa privata esperita in data 15/06/99 l’appalto dei suddetti lavori è stato aggiudicato alla Ditta Eurogreen s.r.l. di Salorno (Bolzano).

I suddetti lavori, finanziati dal Ministero dei Lavori Pubblici ai sensi della L 183/89, fanno parte di un più esteso progetto di risanamento ambientale che coinvolge la Falesia del Colle San Bartolo sia in termini di studio globale della falesia che in termini di interventi localizzati in corrispondenza delle località più critiche.

I finanziamenti per la realizzazione dei vari interventi sono stati ottenuti dalla Amministrazione Provinciale - Gruppo di lavoro San Bartolo - grazie all’operato del Servizio 4.2 Uso e Tutela del Suolo - Attività Estrattive - Bonifica della Provincia, mediante un coordinamento degli Enti territorialmente interessati quale Comune di Pesaro, Comune di Gabicce Mare, Ente Parco San Bartolo.

Per garantire unitarietà agli interventi futuri, la progettazione di tutti gli interventi che verranno realizzati nell’area territoriale della Falesia del Colle San Bartolo rimarrà in capo agli stessi soggetti.

Si tratta del primo intervento ad essere eseguito sull’area territoriale del Colle San Bartolo, una area caratterizzata da grave dissesto idrogeologico ad una stato di evoluzione tale da coinvolgere abitazioni ed infrastrutture esistenti al ciglio della falesia.

L’intervento è mirato contemporaneamente al consolidamento della falesia e alla difesa dell’ambiente, grazie alla scelta dell’impiego di metodologie di mitigazione proprie delle tecniche naturalistiche applicate con il rigore scientifico necessario in quanto destinato ad una area appartenente al Parco Naturale del Monte San Bartolo.

Infatti è stata condotta da parte del Servizio Ambiente della Provincia di Pesaro e Urbino, la raccolta di specie e talee da utilizzare nella fase di rivegetazione dell’area sottoposta ad intervento.


I. Intervento di protezione erosiva superficiale della scarpata


A protezione erosiva superficiale della scarpata a valle dell’abitato di Fiorenzuola di Focara è prevista una biostuoia+georete ed una rete a doppia torsione ancorata al terreno con perforazioni armate con barre in acciaio di 5 metri di lunghezza.

Questo intervento non è altro che il proseguimento, ai lati e verso il basso, di uno analogo effettuato una decina di anni fa circa, il quale ha dimostrato la propria efficacia sia dal punto di vista della protezione della erosione superficiale che dal punto di vista del rinverdimento e naturalizzazione dello stesso. Complessivamente questo intervento si estende per tutta la scarpata verticale sottostante il campanile di Fiorenzuola di Focara, e prosegue, laddove il pendio del versante si addolcisce, ricoprendo una fascia di larghezza 15.0 m posta a cavallo della linea di impluvio, per un tratto di lunghezza 50 m.

A completamento dell’intervento con reti è prevista l’idrosemina per il rinverdimento rapido della scarpata, utilizzando le speci arbore, arbustive ed erbacee tipiche dei luoghi.



II. Briglie in pali di legno su micropali


Al piede del tratto più acclive della scarpata sottostante il campanile è prevista una serie di briglie in legno con lo scopo di consolidare la parte centrale della scarpata e con l’effetto di regimazione delle acque.

Ogni briglia è fondata su una soletta in c.a. di spessore 0.4 m e larghezza 2.55 m che appoggia su una doppia fila di micropali subverticali posti ad interasse di 1.0 m.

La briglia, con base di 2.5 m, altezza di circa 2.0 m e larghezza di 15.0 m è realizzata con tronchi scortecciati in larice o castagno di diametro 20¸ 25 cm. Il riempimento è con materiale drenante e, sul paramento esterno, con terreno vegetale per consentire la piantumazione di talee e la crescita di vegetazione. A retro della briglia sono previsti microdreni suborizzontali per la captazione delle acque di infiltrazione: l’acqua raccolta dal drenaggio viene convogliata all’interno di un fosso rivestito con biostuoia+georete e rete metallica (vedi il primo tipo di intervento descritto).

Attualmente è in corso la protezione erosiva superficiale della scarpata, come si può vedere dalla documentazione fotografica allegata.

L’intervento dovrà concludersi entro dicembre del 1999.

 

Santa Marina in Comune di Pesaro

Panoramica della falesia all'altezza dell'abitato di Santa Marina. Si notano i dissesti gravitativi


A valle dell’abitato di Santa Marina sono presenti frane per colamento che si estendono fino al piede della falesia con coronamenti situati all’altezza della strada Provinciale Panoramica n.44. La Provincia di Pesaro e Urbino (Servizio 4.2 Uso e Tutela del Suolo-Attività Estrattive-Bonifica) nel 2004 ha realizzato un progetto stralcio mirato al contenimento dell’attività di frana nella parte sommitale della falesia tramite la realizzazione di pali di grande diametro e tirantati, a contenimento e salvaguardia della strada Provinciale Panoramica n.44. L’intervento in progetto prevede inoltre il posizionamento di reti per la protezione superficiale dei terreni, la realizzazione di due gabbionate fondate su micropali e dei microdreni localizzabili poco a valle della strada Provinciale Panoramica n.44.



Monitoraggio della falesia


Nei siti a maggior rischio per la pubblica incolumità è stata intrapresa nel 2000, una campagna geologica e geomorfologica di approfondimento mirata sia all’individuazione e alla perimetrazione dei dissesti idrogeologici che al rilevamento litologico superficiale su una base topografia scala 1:2.000 ottenuta tramite volo aereo. Le indagini di campagna sono state integrate tramite la realizzazione di sondaggi meccanici, prove di laboratorio geotecnico su campioni indisturbati e rimaneggiati, la messa in opera di tubi inclinometrici e tubi piezometrici. Nei siti a maggior rischio per la pubblica incolumità sono stati inoltre ubicati una serie di caposaldi topografici rilevati con G.P.S. Nel periodo compreso tra il 2001-2002 la strumentazione geotecnica, precedentemente posizionata, è stata oggetto di letture e verifiche per una migliore valutazione dei dissesti e della loro dinamica evolutiva.


Vista della sede stradale della S.P. 44 deformata
Vista delle protezioni superficiali posizionate a valle della Strada S.P. 44
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