Comunicati stampa | Dalla Provincia
venerdì, 30 gennaio 2009
Origine: Informazione e stampa -  Autore: Giovanna Renzini

Ruolo e funzioni delle Province, il consiglio provinciale approva l’ordine del giorno proposto dall’Upi

Astenuti sei consiglieri del Pdl, Ruggeri del Gruppo misto vota a favore

PESARO – E’ stato approvato dal consiglio provinciale, con l’astensione dei consiglieri del Pdl Settimio Bravi, Ugo Tapponi, Roberto Busca, Antonio Baldelli, Enzo Di Tommaso e Giancarlo Rossi, il documento che l’Upi nazionale (Unione delle Province d’Italia) ha sottoposto ai consigli provinciali di tutta Italia, dal titolo “Costruiamo insieme il nostro sistema Paese”, a difesa del ruolo, delle funzioni e della dignità delle Province “da ulteriori attacchi denigratori”. Dopo l’intervento del presidente del consiglio provinciale Leonardo Talozzi (che ha evidenziato anche l’adesione della Lega delle Autonomie all’iniziativa), ha preso la parola il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli. “Dopo 30 anni di dibattito sull’assetto della nostra Repubblica, che è una Repubblica delle autonomie, non pensavo ci fosse bisogno di ritornare sul ruolo e sull’importanza delle Province. Il centralismo statale non ha motivo di esistere. Ci sono state trasferite importantissime funzioni nei settori del lavoro (i Centri per l’impiego hanno sostituito i vecchi e polverosi uffici di collocamento), istruzione e formazione professionale, agricoltura, urbanistica e difesa del suolo, valorizzazione delle risorse idriche, smaltimento dei rifiuti, lotta all’inquinamento idrico e atmosferico, viabilità e trasporti, protezione civile. Siamo gli enti più vicini, insieme ai Comuni, alle esigenze della gente, abbiamo un ruolo di cerniera, di trait d’union tra i piccoli Comuni. Quelli che vanno aboliti – ha aggiunto - sono gli enti inutili, le Agenzie, Autorità, Ambiti, tutti gli organismi che non sono eletti dal popolo. Smettiamola dunque con questa campagna vergognosa contro le Province, sostenuta recentemente anche da Confindustria”. Critico sul documento proposto dall’Upi il consigliere di An Antonio Baldelli. “L’ordine del giorno chiede di attribuire alle Province le funzioni di governo di diversi organismi ed enti, tra cui le Comunità Montane. Quando noi dell’opposizione anni fa mettemmo in discussione l’utilità delle Comunità montane, ci fu detto che volevamo creare difficoltà all’entroterra. Sono d’accordo nell’abolire le Comunità montane, ma allora si aboliscano tutte, perché altrimenti si creano difficoltà nella gestione dei servizi ai cittadini”.

“In questi giorni – ha preso la parola il capogruppo Pd Giorgio Londei – abbiamo depositato alla Camera, e ci apprestiamo a depositarlo anche al Senato, un disegno di legge che prevede un cambiamento epocale, con la riorganizzazione di tutti gli organi dello Stato, lo spostamento di compiti dallo Stato alle Regioni e Province e l’acquisizione, da parte delle Province, di alcuni compiti che oggi sono delle Prefetture”.

Da parte sua, il consigliere Fi Ugo Tapponi, nel considerare il documento dell’Upi una sorta di “autocelebrazione delle Province”, ha informato che il Pdl ha depositato una richiesta di soppressione di enti intermedi, tra cui circoscrizioni comunali, consorzi, enti parco, Comunità montane, Aato, entri strumentali regionali.

Carlo Ruggeri del Gruppo misto, che ha approvato il documento insieme alla maggioranza, ha sottolineato come in questi anni abbia notato la vicinanza della Provincia alle esigenze dei cittadini, che vedono questo ente come un punto di riferimento. “Non riesco invece a sopportare – ha aggiunto – l’esistenza delle Regioni, più volte ho avuto la dimostrazione che questi enti sono calderoni, senza alcun costrutto nel rapporto con cittadini ed enti locali. Anche la Regione Marche non fa gli interessi equilibrati di tutte le Province, ma solo di quella dove ha sede il capoluogo di regione. Il rapporto dovrebbe essere tra Stato e Province, dando anche a queste ultime la possibilità di legiferare”. Da parte sua Orlando Lustrissimini di Rc, pur appoggiando il documento, ha evidenziato qualche perplessità nei confronti dell’abolizione delle Comunità Montane. “E’ facile dire di voler sciogliere le Comunità montane, però poi bisogna gestire i servizi, senza mettere in difficoltà i cittadini. Se si tratta di abolire alcuni rami secchi, come i Consorzi di bonifica, allora vanno eliminati quelli”.  

 

 

torna all'inizio del contenuto