Comunicati stampa | Dalla Provincia
sabato, 28 marzo 2009
Origine: Informazione e stampa -  Autore: Giovanna Renzini

Più donne nei ruoli di vertice, per aumentare il Prodotto interno lordo

Lo sostengono gli economisti per uscire dalla crisi. Interessante workshop all’Hotel Alexander, dal titolo “Verso un’economia differente”

PESARO – Il sottoutilizzo delle potenzialità femminili nel mondo del lavoro, soprattutto nei ruoli di vertice, rappresenta un costo economico per la società, tale da far perdere punti di Prodotto interno lordo. E’ quanto sostengono gli economisti, che come carta vincente per uscire dalla crisi indicano proprio la capacità delle donne di innovare, organizzare, mettere in campo le loro competenze, la sensibilità, il talento, il senso di responsabilità, il coraggio nel percorrere strade inconsuete. Sul contributo delle donne nell’economia del futuro si è incentrato l’affollato workshop “Verso un’economia differente” promosso dalla Provincia (assessorati Formazione e lavoro e Pari opportunità” all’Hotel Alexander, con la presenza di sociologi, economisti ed esperti: da Luisa Rosati (professore di Politica economica dell’Università di Pavia) a Carlo Carboni (professore di Sociologia economica all’Università di Ancona), da Rosanna Massarenti (direttore della rivista “Altroconsumo”) a Marina Piazza (sociologa) e Giorgio Calcagnini (professore di Economia Politica dell’Università di Urbino). Coordinato dall’esperta per lo sviluppo organizzativo e del personale Letizia Dini, l’incontro (a cui hanno portato il saluto il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli, gli assessori alle Pari opportunità Simonetta Romagna e alla Formazione e Lavoro Massimo Galuzzi ed il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi) ha evidenziato la necessità che le stesse donne sostengano con convinzione questa fase di cambiamento anche culturale. “Le donne – ha evidenziato Rosanna Massarenti – hanno grandi potenzialità, hanno investito in settori considerati poco interessanti dagli uomini, come ad esempio l’energia, o il biologico.  E’ però necessario che siano più consapevoli del loro valore economico, in molte c’è l’incapacità di far valere il proprio talento, di vederselo riconoscere anche economicamente”. Come evidenziato da Luisa Rosati, è indispensabile per il sistema economico che le persone più dotate di talento arrivino a ruoli apicali, avendo in sé maggiore produttività potenziale. Ma se alle donne questa possibilità è preclusa o ostacolata da vari fattori, la società perde risorse importanti di cui avvalersi. Una sintesi è stata offerta da Marina Piazza. “Da un lato è necessario un riconoscimento delle competenze, dall’altro è importante che insieme, uomini e donne, ci si impegni affinché nella società, a partire dalle istituzioni, sia garantita attenzione alla conciliazione tra tempi di vita familiare e vita lavorativa, con azioni e servizi adeguati”.                                                  

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