Comunicati stampa | Dalla Provincia
venerdì, 25 febbraio 2005
Origine: Informazione e stampa -  Autore: m.b.

Si legge don Milani, continua la provocazione

Con la “Lettera a una professoressa” prosegue la rassegna della Provincia condotta da Matteo Giardini

PESARO. “Don Milani non c’è più. Continua la provocazione”. L’incitamento chiude l’ultima lettera del priore di Barbiana che tra i suoi fan ultimamente ha trovato anche Jovanotti. E la provocazione continua anche alla quinta “Udienza di parole”, in programma lunedì 28 febbraio alle 17 nella sala del consiglio delle autonomie “Adele Bei” (in viale Gramsci 4). Si leggerà la “Lettera a una professoressa” (del 1967) e si riapriranno idealmente le aule della scuola dei “montanini” con le sue metodologie didattiche di sorprendente attualità. Un incontro, dunque, tutto dedicato all’istruzione pubblica con Matteo Giardini che ripropone alcuni brani dell’epistolario e l’intervento dell’ospite-testimone dell’udienza, che non poteva che essere una professoressa: Paola Massaro, tutor di tirocinio alla facoltà di scienze dell’educazione primaria all’università di Urbino.

«Non è la prima volta che don Lorenzo Milani sale sul banco delle udienze - spiega Giardini - Sempre guardato con sospetto dalle gerarchie per la sua passione per la classe operaia e i poveri, è minacciato di venir sospeso a divinis dall’allora cardinale di Firenze. I suoi scritti, tutti o quasi di intonazione civile, richiamano le ire del Sant’Uffizio e dei benpensanti. Già impastate di idee sull’uguaglianza che si esprimeranno nel ‘68, nei movimenti ecologisti e del pacifismo, nella rivoluzione conciliare del Papa buono (Giovanni XXXIII), le parole del priore creano imbarazzanti censure e atroci avversioni. La scuola di Barbiana (nei monti del Mugello, sopra Firenze) è la creatura più feconda di don Milani capace di ispirare ancora oggi l’attuazione di valide metodologie. Nella lettera si allude a una professoressa che ha bocciato e burocraticamente sbarrato il passo della scuola pubblica a un tenero ragazzo, poi accolto in quella comunità scolastica di “montanini”. Il priore di Barbiana ne fa un eroe per la rivendicazione e il riscatto, in ciò non dissimile dall’altro toscanaccio Pinocchio che accetta tutte le metamorfosi pur di abbandonare un ruolo da burattino e acquisire dignità di ragazzo».

La rassegna dell’assessorato alle attività culturali della Provincia, dedicata alla lettura e all’analisi di testi legati all’impegno civile, prosegue con “Contro i cattolici” di Ugo Ronfani (lunedì 14 marzo), “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (lunedì 4 aprile), “Cantata per la festa dei bambini morti di mafia” di Luciano Violante (lunedì 18 aprile).

 

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