Comunicati stampa | Dalla Provincia
martedì, 19 giugno 2001
Origine: Informazione e stampa -  Autore: g.r.

Presentata la bozza del "Piano triennale di programmazione economica e sociale"

Una serie di interventi che prevedono un lavoro comune tra i protagonisti dello sviluppo del territorio. L'economista Leon: "Pesaro non è più soltanto la provincia del mobile, ma una provincia industriale a tutti gli effetti"

"L'appuntamento odierno ha un forte valore politico, programmatico e sociale perché vuole presentare alla comunità provinciale un'ipotesi di proposta, di strategia per lo sviluppo del territorio e suggerire nuove metodologie per elaborare coralmente sia gli obiettivi evolutivi che vogliamo raggiungere, sia gli strumenti per realizzarli". E' quanto evidenziato dal presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Palmiro Ucchielli in apertura del convegno "Per uno sviluppo ecosostenibile" in cui è stata presentata la bozza del "Piano triennale di programmazione economica e sociale della Provincia di Pesaro e Urbino". Un documento fortemente voluto dall'Amministrazione provinciale, che ha chiamato a confronto amministratori dei vari territori, presidenti di Comunità Montane, parlamentari, economisti, rappresentanti delle imprese, delle organizzazioni sociali, sindacali e di categoria, dell'Università di Urbino, del Forum dei giovani, cittadini, per delineare insieme il futuro del territorio.

"E' ormai evidente a tutti - ha aggiunto Ucchielli - che non si può più parlare di ipotesi e strategie di sviluppo senza sforzarsi di inserirle ed inquadrarle all'interno delle logiche della sostenibilità ambientale. E' compito primario delle istituzioni ed in particolare degli enti locali che hanno il governo del territorio stimolare e favorire forme di sviluppo rispettose dell'ambiente naturale, ma anche di quello sociale. Per sostenere questo processo è necessaria la convergenza di tutti gli attori dello sviluppo, creando una partnership a livello locale".

Come evidenziato dal presidente del consiglio provinciale Martino Panico, che ha presieduto i lavori del convegno, e dal direttore generale dell'Amministrazione provinciale Roberto Rondina, coordinatore del Piano, sono pochissime le Province che si sono dotate di questo importante strumento di programmazione. L'esperienza più vicina è quella della Provincia di Arezzo, che ha approvato il Piano nel febbraio 2001.

Cinque le aree operative in cui si articola il documento preliminare del "Piano triennale di programmazione economica e sociale", illustrate dall'architetto Roberto Biagianti (che ha svolto il coordinamento tecnico del gruppo di lavoro) e dall'ingegner Mauro Moretti (che ha coordinato la segreteria operativa): gestione e sviluppo dei servizi al cittadino e alle imprese su reti telematiche; tutela e valorizzazione del territorio e dell'ambiente; scelte di infrastrutturazione; sviluppo economico, formazione e lavoro; politiche sociali e attività culturali. All'interno di queste macro aree il Piano, che verrà arricchito, integrato e ridefinito sulla base delle indicazioni emerse dal convegno, individua circa 50 settori di intervento. Importante il contributo fornito da associazioni ed enti, che hanno fatto pervenire il loro punto di vista su vari settori, recepito in un apposito elaborato ancora aperto a nuove proposte.

Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, il Segretario di Stato della Repubblica di San Marino Antonio Gasperoni, il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi, il sindaco di Pesaro Oriano Giovanelli e numerosi altri esponenti del mondo economico, imprenditoriale, politico, culturale e sociale del territorio, tra cui il

presidente di Assindustria Paolo Andreani. Quest'ultimo ha sottolineato gli aspetti salienti del progetto di Assindustria, inserito tra gli allegati al Piano triennale di programmazione economica e sociale: "la necessità di maggiori privatizzazioni a sostegno della cultura di impresa; un ruolo centrale per lo sportello unico per le imprese; un sistema fiscale locale meno pesante; un miglior monitoraggio dei dati riguardanti la disoccupazione provinciale; un potenziamento delle attività di formazione professionale e degli istituti tecnici industriali viste le richieste provenienti dalle aziende; l'internazionalizzazione delle imprese; l'ammodernamento delle infrastrutture; una maggiore sicurezza; moderne strutture sanitarie".

Importante il contributo fornito da due qualificati esperti: i professori Enrico Tiezzi, incaricato di recente dalla Provincia di sviluppare l'analisi di sostenibilità dell'intero territorio provinciale, ed il professor Paolo Leon, già consulente del Piano territoriale di coordinamento. "Pesaro non è più soltanto la provincia del mobile, ma una provincia industriale a tutti gli effetti, con 5-6 settori trainanti", ha detto Leon, autore nel '96 di proiezioni per la nostra provincia oggi rivelatesi esatte sia dal punto di vista dell'aumento demografico e occupazionale che della crescita economica, rivelatasi addirittura più intensa di quella preventivata. "Una provincia - ha aggiunto - che oggi è però è vicina ad un livello di congestione sulla costa a causa del relativo abbandono delle aree interne sia da parte della popolazione che delle aziende, fenomeno che tende ad uccidere le stesse imprese. Bisogna operare per portare le industrie all'interno. Quanto al mercato del lavoro, essendo il territorio vicino ad una situazione di piena occupazione, la sfida per il futuro si giocherà sul versante della qualità del lavoro".

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