Comunicati stampa | Dalla Provincia

sabato, 19 gennaio 2002
Origine: Informazione e stampa -  Autore: n.g.

“Più attenzione nell’osservare le classifiche”

Replica del presidente Ucchielli alla polemica sollevata da Silvano Brunetti sulla qualità della vita in provincia

Il presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli, interviene a proposito dei dati relativi alla qualità della vita nella nostra provincia, in risposta all’articolo comparso, in data odierna, su “Il Resto del Carlino” . L’articolo porta la firma di Silvano Brunetti al quale ritengo siano sfuggiti alcuni, importanti, elementi d’indagine. Perché una polemica possa dirsi costruttiva dovrebbe essere basata su riflessioni approfondite, non superficiali. Non solo: mentre non si comprendono lo stile e i toni usati, desta altrettanta perplessità il fatto che si faccia riferimento alle classifiche e ai dati apparsi su “Italia Oggi”, piegandoli ai propri, opinabili giudizi.

I risultati dell’indagine di Italia Oggi, ossia “Rapporto 2001 sulla qualità della vita in Italia”, che vedono scendere la nostra provincia di 15 posizioni (dalla 35° alla 50°), sono essenzialmente dovuti ai dati relativi alla criminalità e al disagio sociale. Infatti, al di là del dato relativo alla popolazione che risulta all’incirca stabile, quelli relativi ad “affari e lavoro”, ”servizi”, “tempo libero” e “tenore di vita”, fanno registrare variazioni positive. Appare, però, necessario far rilevare all’interno di ciascuna delle categorie considerate alcuni elementi che, ad una prima sommaria analisi, non emergono.

Per quanto concerne, innanzitutto, la criminalità la nostra provincia perde 16 posizioni nella voce “omicidi” a causa del fatto che statisticamente sono raddoppiati, ma se si prendono in considerazione i valori assoluti si nota che sono passati da 1 a 2. Incomprensibile appare, poi, il dato relativo ai furti in appartamento ogni 100.000 abitanti che, pur passando dai circa 1432 del 2000 ai circa 355 del 2001, vedono la nostra provincia precipitare dal 29° posto al 60°: ci deve evidentemente essere un errore nei dati medesimi. Un’ultima considerazione in merito a due parametri che vedono penalizzare la nostra provincia in modo probabilmente eccessivo e cioè i “reati connessi allo spaccio degli stupefacenti” e i “reati di prostituzione” che ci vedono in situazione peggiore rispetto ad altre realtà spesso in cima alle cronache per problemi di criminalità (es. Napoli, Reggio Calabria, etc.), aspetto che fa propendere per la non piena attendibilità dei dati stessi. Per quanto riguarda, invece, il “Disagio sociale e personale”, nonostante il miglioramento di alcune indicatori che segnalano la diminuzione del numero di “morti per tumore” e di “tentativi di suicidio” e le buone performance di altri parametri di nuova introduzione quali “tasso di disoccupazione giovanile” e “infortuni sul lavoro”, che soprattutto in quest’ultimo caso fanno registrare una positiva inversione di tendenza rispetto ai dati allarmanti degli anni precedenti segnalati da altre fonti, la perdita di posizioni è imputabile fondamentalmente all’aumento delle separazioni tra coppie e all’aumento della percentuale di suicidi ogni 100.000 abitanti (più 2.56% corrispondenti a un incremento in termini assoluti di 9 casi).

Riguardo all’ambiente, pur registrando un miglioramento rispetto all’anno precedente, dal 90° al 74° posto e pur ribadendo la scarsa validità nella scelta di alcuni parametri che ci penalizzano in modo consistente (es. consumi idrici, autovetture circolanti, etc.), è da sottolineare un aspetto paradossale: la nostra provincia, nelle due sottodimensioni in cui è suddiviso l’ambiente, risulta nella prima 61° e nella seconda 55°, ma una volta “sommati statisticamente” tali valori risulta, come detto, retrocessa al 74° posto.

Un ragionamento analogo vale anche per la “Sottodimensione associata negativamente con la qualità della vita” della “Popolazione”, nella quale ci ritroviamo retrocessi di cinque posizioni, nonostante che, per le tre voci di cui si compone, in un caso arretriamo di un posto, nel secondo di due e nel terzo rimaniamo stabili.

 

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