Comunicati stampa | Dalla Provincia
lunedì, 22 agosto 2005
Origine: Informazione e stampa -  Autore: n.g.

“Nuove forme di energia: una necessità inderogabile”

L’assessore all’Ambiente, Sauro Capponi, traccia il punto della situazione sotto il profilo energetico

PESARO. Trasmettiamo, di seguito, l’intervento dell’assessore all’Ambiente, Sauro Capponi, a proposito delle problematiche connesse al reperimento delle fonti energetiche.

 

Ogni estate, puntualmente, si ripropone la questione del come reperire nuove ed ulteriori risorse energetiche, onde evitare la mancanza di energia che risulta sempre più frequente.

La nostra provincia, come bene evidenziato nel Programma energetico provinciale, oggi produce solo il 6% dell’energia che consuma: questa viene prodotta quasi esclusivamente da centrali idroelettriche derivate da bacini artificiali, i quali, oltretutto, hanno garantito in questi ultimi decenni le risorse idriche necessarie al fabbisogno delle nostre città. Il resto dell’energia necessaria viene importato da altre province, regioni, nazioni.

Ciò comporta, innanzitutto, un aggravio di costi nella bolletta energetica per la nostra collettività. In considerazione del fatto che l’Italia ha, giustamente, scelto di non utilizzare le centrali nucleari (anche se in gran parte l’energia che acquistiamo da altre nazioni è prodotta da questo tipo di impianti che si trovano ai confini del nostro Paese) e che le centrali termoelettriche alimentate a carbone o ad olio combustibile producono enormi emissioni nocive che vengono disperse in atmosfera, la nostra Regione e la nostra Provincia nei loro piani di settore, hanno previsto che l’aumento della produzione di energia avvenga attraverso impianti che sfruttino le fonti rinnovabili presenti nel nostro territorio, oltre che centrali a gas in regime di cogenerazione.

E questo è il punto: abbiamo fatto una scelta di avanguardia, moderna ed ecosostenibile e cioè centrali idroelettriche, fotovoltaiche, eoliche, a biogas e centrali a biomasse. Su questa scelta strategica, che ribadisco essere innovativa ed ecologica, siamo chiamati a discutere e decidere in tempi rapidi, per le ragioni citate in premessa.

Invece, dopo l’ampia condivisione delle assemblee elettive delle istituzioni, del mondo ambientalista e dei cittadini, rispetto a questa scelta oculata e lungimirante prevista nei piani energetici Regionale e Provinciale, riscontriamo una singolare gara al “distinguo”, del tipo: “Va benissimo, purché non sia nel mio giardino, nella mia città, nella mia vallata”. Ed allora si comincia a sostenere che le pale dell’eolico sono impattanti dal punto di vista paesaggistico, che il fotovoltaico è anch’esso estremamente impattante e consuma territorio, che la centrali a biomasse sono pericolose e modificherebbero le caratteristiche delle produzioni agricole delle nostre vallate.

Ragioniamo su quest’ultima tipologia di produzione d’energia alternativa e cioè sull’utilizzo delle biomasse. Punto primo, il dimensionamento: crediamo che il dimensionamento dell’impianto debba essere calibrato in funzione delle materie prime reperibili all’interno della nostra provincia che possano anche dare la possibilità di nuove opportunità di lavoro ed economiche e tale da fornire tutte le garanzie sotto l’aspetto della sicurezza e della salute dei cittadini, che ovviamente dev’essere l’interesse primario. Punto secondo, le infrastrutture: occorre che il sito sia collocato il più possibile vicino alle migliori vie di comunicazione presenti nella nostra provincia. Infine, le materie prime utilizzate: i prodotti utilizzati sono gli scarti delle lavorazioni agricole e legna vergine. In proposito, credo sia stato sufficientemente chiarito che l’impianto non utilizza i rifiuti come combustibile; un’ipotesi di questo tipo, lo ripeto, troverà sempre la mia contrarietà.

Resta da affrontare il tema della riconversione agricola, necessaria per rilanciare la nostra agricoltura. Le produzioni agricole prevalenti nelle nostre colline sono il granoturco, il girasole e la barbabietola che non hanno più mercato e si va verso una difficile riconversione della produzione sui quei terreni che le ospitano. Ancora, nelle zone pedemontane abbiamo centinaia di ettari incolti (molti ricorderanno l’utilizzo di questi terreni da parte dell’Agroter di Mondavio).

Tutto ciò premesso, è necessario avviare un percorso di informazione, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, in parte già svolto in molti comuni in occasione della presentazione del Piano Triennale di Sviluppo Ecosostenibile, affinché la scelta sia condivisa e le istituzioni forniscano le necessarie garanzie ai cittadini. Sarebbe anche utile confrontarsi su questa scelta strategica che la Provincia ha effettuato, per creare le condizioni per il raggiungimento del 40% del fabbisogno energetico provinciale come previsto dal nostro Programma Energetico, attraverso la produzione con fonti rinnovabili, quale alternativa alle ipotesi di realizzazione di centrali nucleari, a carbone o ad olio combustibile.

 

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