Comunicati stampa | Dalla Provincia
mercoledì, 21 agosto 2002
Origine: Informazione e stampa -  Autore: g.r.

Le difficoltà dello sport dilettantistico e di base

Intervento dell'assessore provinciale allo Sport Roberto Borgiani

di Roberto Borgiani*

Si fa un gran parlare in questi giorni della situazione gravissima in cui versa il mondo del calcio professionistico in relazione al mancato accordo sui diritti televisivi. L’argomento del finanziamento delle attività sportive professionistiche è molto complesso e le difficoltà riguardano non solo il calcio, ma anche altri sport che a fronte di costi sempre più alti vedono ridursi sempre di più i ricavi: qualsiasi sia la loro provenienza.

Ma c’è un settore del mondo sportivo che sta anche peggio. Anche se non fa notizia. Mi riferisco al mondo dello sport dilettantistico e di base. Cioè a quell’immenso patrimonio di passione autentica, volontariato, competenze che è sviluppato nell’enorme numero di piccole società dilettantistiche che in seno alle federazioni del CONI o negli Enti di Promozione Sportiva o nell’assoluta indipendenza e spontaneità operano anche nel nostro territorio. La “guida allo sport” pubblicata dalla Provincia ne contava, ormai due anni fa, più di quattrocento. Purtroppo la consapevolezza dell’importanza, anche sociale, di tale mondo, non cresce con ritmo sufficiente a sostenere le sfide quotidiane che esso deve affrontare. La questione di una organica ridefinizione dell’intero sistema è sempre all’ultimo posto nei pensieri dei governanti e basta una qualsiasi emergenza economica a far venir meno le risorse necessarie a ridare un po’ di fiato al sistema. La riprova l’abbiamo avuta nei giorni scorsi quando per far fronte all’emergenza siccità nel mezzogiorno d’Italia il Governo non ha trovato di meglio che rimangiarsi le pur striminzite misure già previste dall’art. 6 del D.L. 138/2002. Infatti l’articolo in questione è stato ritirato con la scontata promessa (un’altra?) a ritornarci.

Cosa prevedeva quell’articolo? Esso era il frutto di una riflessione iniziata nella precedente legislatura e conteneva fra le cose di maggior significato: incentivi diretti per la pratica sportiva; il riconoscimento che l’attività sportiva dilettantistica può essere portata avanti anche da società di capitali (purché senza scopo di lucro); misure fiscali per l’innalzamento del limite per l’applicazione del regime forfettario, per l’abolizione delle ritenute sui contributi, per esentare le società da imposte di bollo e concessioni governative, per favorire le erogazioni liberali da parte di persone fisiche e imprese, per evitare di far perdere la qualifica di “non commerciale” alla società che organizza una attività di autofinanziamento e, infine, una più semplice e contenuta regolamentazione fiscale dei trattamenti economici (indennità, rimborsi, ecc.) per istruttori ed atleti.

Il passo indietro del Governo fa il paio con la situazione deprecabile in cui si lascia versare il CONI che ormai privo di ogni possibilità di autonomo movimento per il sostegno della pratica sportiva, per il finanziamento della impiantistica, per la ricerca e lo sviluppo, non ha più nemmeno i soldi necessari a pagare gli stipendi ai suoi impiegati. Aggiungiamoci il blocco imposto dal Governo agli enti locali per la gestione della spesa corrente per compiti non obbligatori (e lo sport è fra questi) ed il quadro si fa desolante in quanto gli enti locali non potranno impegnare e spendere risorse faticosamente accantonate per lo sport nei propri bilanci.

E’ questa purtroppo la situazione in cui centinaia di appassionati dirigenti e istruttori e migliaia di atleti si apprestano ad affrontare la prossima stagione sportiva.

Auguri a tutti. Ne avranno bisogno.

*Assessore provinciale allo Sport

 

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