Comunicati stampa | Dalla Provincia
lunedì, 28 novembre 2005
Origine: Informazione e stampa -  Autore:g.r.

Emergenza maltempo, impegnati tutti i servizi della Provincia

L’assessore Lucarini al sindaco di Fano: “Aumenteremo gli interventi sulla foce del Metauro”

PESARO - Grande impegno di tutti i servizi della Provincia (servizio viabilità, protezione civile, difesa del suolo, ambiente, ex genio civile ecc.) che stanno lavorando giorno e notte (dai dirigenti ai cantonieri) per far fronte all’emergenza maltempo. Il servizio viabilità ha impegnato un centinaio di persone e tutti i mezzi della Provincia, ma anche 40 imprese private con relativi mezzi e uomini. Le situazioni più gravi si sono verificate su 48 strade (il 30% della rete stradale), di cui 31 riaperte subito dopo (la Metaurense, la Fangacci, la Fogliense, la Mondaviese, la Cerbara, la Marecchiese, la Santagatese) e 17 in corso di liberazione (la Tarugo, la Monterolo, la Urbania - Piobbico, la Paganica, la Fagiol). Grazie al monitoraggio costante del servizio difesa del suolo (con acquisizione continua dei livelli idrometrici e pluviometrici, provenienti dalle stazioni dislocate sui corsi d’acqua) non ci si è trovati impreparati di fronte alla progressione dell’onda di piena. Sotto controllo alcuni movimenti franosi come quelli sul Colle Ardizio di Pesaro e Montecalvo in Foglia, con tecnici impegnati a prevedere la possibile evoluzione dei dissesti in funzione di tempestivi interventi di salvaguardia della pubblica incolumità. Il servizio di protezione civile è intervenuto in aiuto dei Comuni per liberare le strade di Casteldelci e Montecopiolo, ed in seguito all’esondazione, con i sacchetti di sabbia, presso il Foglia a Ca’ Gallo, e con idrovore e persone in località Tombaccia di Fano e presso il Centro per l’impiego e la formazione della Provincia. Il servizio Acque e problemi idraulici (ex genio civile) è invece immediatamente intervenuto per il ripristino degli argini alla Foce del Metauro e la ricognizione di tutte le arginature per verificare le eventuali diffusioni del fenomeno. “Quello che è successo – evidenzia l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Lucarini non è derivato dalla manutenzione, che abbiamo regolarmente svolto, ma da un fenomeno nuovo dovuto all’azione degli animali selvatici, superiore all’effettiva possibilità previsionale. Era comunque già in programma un intervento sulla foce del Metauro, che alla luce dei fatti deve essere naturalmente ridefinito, concentrando su Fano risorse che dovevano essere spese su altri punti critici. Vorrei precisare al Sindaco di Fano, che rivolge spesso le sue critiche alla Provincia, che le risorse disponibili per la manutenzione dei corsi d’acqua in un anno ammontano a soli 400mila euro per i corsi d’acqua e 371mila euro per la difesa del suolo su un territorio provinciale che naturalmente ha tante esigenze (si pensi ai problemi del Foglia del Conca e dell’Ardizio). La coperta delle risorse è troppo stretta per un territorio troppo complesso e se si interviene da una parte non si può farlo in un’altra. Abbiamo chiesto il riconoscimento dello stato di emergenza per l’intera provincia. Le risorse necessarie per i danni di questi giorni, ad una prima stima una decina di milioni di euro, occuperanno probabilmente anche il bilancio che verrà. Non ce la possiamo cavare da soli, bisogna che lo Stato e la Regione ci attribuiscano fondi. Da troppo tempo non arrivano più, a fronte di problemi sempre più gravi”.
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