Comunicati stampa | Dalla Provincia
giovedì, 24 febbraio 2005
Origine: Informazione e stampa -  Autore: g.r.

Caso Agroter

L’assessore Sauro Capponi chiarisce il ruolo della Provincia

Dopo gli articoli pubblicati sulla questione Agroter, l’assessore ai Beni ambientali della Provincia Sauro Capponi fornisce alcuni chiarimenti:

“Ritengo sia doveroso garantire completezza di informazione ai lettori e sollevare quella persistente cortina fumogena che non permette mai fino in fondo di guardare con limpidezza al vero e al reale.

 

1)La Provincia, già dal marzo 1997, chiese ed ottenne che la Regione modificasse, in linea con le norme più avanzate, le proprie autorizzazioni viziate da incongruenze ed anomalie giuridiche.

2)La sentenza della Pretura di Pesaro che nello stesso anno condannava la ditta Agroter, è la sintesi e l’epilogo di una complessa indagine svolta da un nostro agente del corpo di Polizia Provinciale unitamente ad agenti del Corpo Forestale dello Stato.

3)La prima diffida elaborata dai nostri uffici è stata emanata prima del sequestro della Procura di Napoli (cioè il 28 luglio 2003 rispetto all’atto giudiziario del 24 novembre 2003).

4)La richiesta di verifica dei codici dei rifiuti lavorabili in possesso dell’Agroter è partita dagli uffici Provinciali e trasmessa al Dipartimento Arpam di Pesaro e non certo il contrario.

5)Al momento del sequestro dell’impianto era già in fase avanzata l’individuazione delle modifiche da apportare alle autorizzazioni regionali, che a parere dei nostri uffici presentavano alcune incongruenza.

6)Le revoche da noi emanate sono atti forti e persistenti, che non perderanno d’efficacia nemmeno dopo eventuali dissequestri.

7)Dal 1991 ad oggi la Provincia ha effettuato innumerevoli controlli e denunce limitando fortemente le fasi lavorative non perfettamente in linea con la legge.

8)La fideiussione fantasma è un non-caso. E’ sempre stata collegata all’atto regionale e non necessitava alcuna voltura. La ditta Agroter non avrebbe mai costituito un caso così delicato ed amministrativamente censurabile se le autorizzazioni fossero partite dai nostri uffici, rappresentando, questa sì, la vera titolarità. Sarebbe bene comunque ricordare a Cristina Cecchini, che fu anche la sua presenza ed il suo voto favorevole in Giunta Regionale che, il 31 luglio 2001, permisero l’approvazione di un progetto per la produzione del compost e del terricciato, alla ditta Agroter”.

 

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