Comunicati stampa | Dalla Provincia
giovedì, 24 aprile 2003
Origine: Informazione e stampa -  Autore: m.b.

25 aprile 1945 - 25 aprile 2003

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Palmiro Ucchielli

Anche quest’anno celebriamo l’anniversario della vittoria sul nazifascismo e la riconquistata libertà, grazie alla lotta del movimento partigiano affiancato alle forze armate anglo-americane.

Il passare del tempo non ha fatto diminuire l’importanza di quella lotta, che ha visto l’Europa affrancarsi dal totalitarismo razzista hitleriano.

Un conflitto mondiale che, vale la pena ricordarlo, solo due generazioni fa ha causato la morte di oltre 55 milioni di individui, civili in grandissima parte.

Celebrarlo ancora oggi significa pertanto sia rinnovare la memoria per quel tempo tragico, sia ricordare le ragioni ideali e politiche che hanno fatto sì che l’Italia riacquistasse valore e forza nel consesso delle democrazie occidentali.

Anche la nostra provincia, democratica e antifascista, ha pagato un prezzo alto, allora.

Da un lato, in ragione dell’attività militare delle formazioni partigiane via, via sempre più organizzate e combattive a ridosso della Linea Gotica, dall’altro, per il tributo di pacifiche comunità civili oggetto di barbare spedizioni punitive.

E proprio in ricordo di tutto questo, l’Amministrazione di viale Gramsci terrà, simbolicamente, un consiglio provinciale il 12 maggio a Casteldelci sul tema: “Le radici della libertà”: la comunità di Fragheto il 7 e l’8 aprile del 1944 fu investita da reparti tedeschi che massacrarono 34 civili inermi. Un atto feroce e gratuito per il quale ho avanzato richiesta al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di riconoscimento della medaglia d’oro al valore civile per quei martiri e per quel comune.

Non esiste identità senza memoria. E la nostra, dell’Italia presente e di quella del domani, si è formata in quegli anni decisivi per la democrazia, per la libertà, per la civiltà e per la pace mondiale. Non dimentichiamolo. Come non si possono scordare le ragioni della storia. Di quella storia di allora che qualcuno oggi vorrebbe riscrivere, confondendo verità e valori.

Tant’è che se avesse trionfato il nazifascismo non saremmo certo qui a parlare di democrazia e libertà.

Non barattiamo quindi la verità storica, mettendo tutti sullo stesso piano. Perché se è vero che la storia la scrivono i vincitori, è altrettanto vero che i vincitori di allora, le democrazie occidentali e il movimento partigiano, stavano dalla parte della verità e del rispetto della dignità umana.

 

 

 

Sen. Palmiro Ucchielli

 

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