L’assetto normativo e procedurale del vecchio collocamento pubblico per anni ha vincolato gli uffici pubblici competenti ad una gestione estremamente burocratica delle liste di collocamento, dando luogo ad una mediazione formale piuttosto che effettiva degli inserimenti lavorativi.
Il decreto legislativo 297/2002 introduce le seguenti novità:
- soppressione delle liste di collocamento, eccetto quelle riservate ai lavoratori del settore marittimo, dello spettacolo e ai soggetti disabili.
- eliminazione delle graduatorie annuali per gli inserimenti nelle pubbliche amministrazioni (art.16 legge 56/87, ancora in vigore) e loro sostituzione con graduatorie settimanali sulla base dei soggetti presenti ad ogni specifica richiesta degli enti.
- al posto delle classi d’iscrizione sono individuate particolari tipologie di utenti (vedi sotto: verso cui orientare una serie di azioni per prevenire la disoccupazione, e in particolare quella di lunga durata.
- istituzione, presso ogni Centro per l’Impiego, di un elenco anagrafico con tutti i dati degli ex iscritti, dei soggetti che entrano in contatto con i Servizi per l’Impiego per iniziativa personale e di quelli che vi entrano a seguito di comunicazioni obbligatorie da parte dei datori di lavoro.
L’inserimento in tale elenco in ogni caso non costituisce di per sé uno status di disoccupazione come avveniva in passato (vedi "una nuova definizione di disoccupazione").
Si è disoccupati se ricorrono contemporaneamente le seguenti tre condizioni:
- si è privi di lavoro
- si è immediatamente disponibili alla ricerca e allo svolgimento di una attività lavorativa
- si è disponibili a concordare, con i servizi competenti, un percorso di inserimento lavorativo (colloqui di orientamento, “Patto di servizio” con gli operatori dei Centri per l'Impiego e la formazione, formazione e riqualificazione professionale, ecc.).
La nuova condizione di disoccupazione viene comprovata direttamente dall’interessato presentandosi al Centro per l’Impiego e dichiarando, mediante autocertificazione, l’eventuale attività precedentemente svolta e l’immediata disponibilità ad una nuova attività lavorativa.
Dall'entrata dei privati nel mercato dei "servizi per l'impiego" ai nuovi contratti "atipici", dalla valorizzazione dell'apprendistato e dei "contratti a contenuto misto" ai nuovi meccanismi di garanzia: la riforma del mercato del lavoro, conosciuta anche come Legge Biagi [legge 30 del 2003], ha modificato radicalmente il paesaggio del mercato del lavoro in Italia.