

La legge 59/97 (legge Bassanini), il D.lgs 112/98 e il riformato Titolo V della Costituzione hanno disegnato un nuovo modello di governo e gestione dell’istruzione (e della formazione) che da fortemente centralistico è diventato policentrico, composto da istituzioni scolastiche autonome, una nuova amministrazione centrale e periferica dell’istruzione, Regioni, Province e Comuni con compiti di programmazione territoriale, di supporto alle istituzioni scolastiche autonome e di qualificazione del sistema d’istruzione. Fulcro di questa nuova impostazione è il rapporto istruzione/formazione/territorio. Questa pluralità di soggetti concorre alla gestione delle politiche formative, secondo il principio di sussidiarietà, tracciando le prospettive di un percorso innovativo, democratico e pluralista che pone le problematiche e la complessità di una grande sfida. Sfida che va raccolta responsabilmente da persone e comunità locali, che devono acquisire una nuova cultura istituzionale e competenze per mettere a punto strategie e strumenti a sostegno di questo sistema delle Autonomie nel suo processo di continua evoluzione, fino alla elaborazione di “patti territoriali” che sappiano porre efficacemente in relazione gli aspetti programmatici, i necessari investimenti, le professionalità e i risultati. Il nuovo modello policentrico di istruzione e formazione si colloca in uno scenario di grave crisi economica e del mondo del lavoro che ha reso più difficile e urgente il raggiungimento degli obiettivi, in materia d’istruzione, della Strategia di Lisbona 2000-2010, centrata sul principio guida di sviluppo di una “economia della conoscenza”. Una strategia focalizzata sul miglioramento della qualità e dell’efficacia dei sistemi d’istruzione e formazione che devono agevolare nei giovani l’acquisizione delle 8 competenze chiave per l’apprendimento permanente individuate dall’UE, fondamentali per realizzare sviluppo personale, cittadinanza attiva, inclusione sociale e occupazione. “UE 2020” rappresenta la prosecuzione del ciclo della strategia di Lisbona in fase conclusiva nel 2010. L’Agenda UE del 04/02/2010 “Nuove competenze per Nuovi lavori”, inserita nella strategia “UE 2020”, sottolinea ulteriormente la fondamentale importanza della modernizzazione dei sistemi educativi e dei mercati del lavoro per poter aumentare i livelli di occupazione e garantire la sostenibilità dei nostri modelli economici e sociali. Ciò richiede:
· di sviluppare un legame più forte tra educazione, formazione e lavoro
· di anticipare le competenze necessarie nel futuro
· di sostenere lo sviluppo nei giovani e negli individui in generale, di un nuovo mix di competenze chiave per l’apprendimento permanente (LifeLongLearning) finalizzate a favorire la gestione della complessità che contraddistingue l’epoca contemporanea
· di riconoscere e sostenere il sistema dell’orientamento quale fattore chiave strategico per poter produrre una innovazione forte del sistema educativo e del lavoro
L’Assessore alla Pubblica Istruzione
Alessia Morani