indirizzo: Piazza Garibaldi, 2
periodo di costruzione: 1723
progettista: ignoto
decoratori e scenografi: ignoti
restauri: dopo il 1743 (costruzione 2x e 3x ordine di palchi); 1871-1872 (rinnovo decorazioni, sipario e dotazione scenica a cura di Romolo e Tancredi Liverani)
periodo di inattività: ?-1996
condizioni attuali: in funzione
tipologia: sala con tre ordini di palchi
capienza: 250
È posto all’interno del Palazzo Fregoso, eretto come propria residenza dal marchese Orazio Fregoso nel 1604 e trasformato in sede del Comune nel 1660, dopo il ritorno del paese sotto la sovranità pontificia.
Il teatro, costruito nel 1723, fu inizialmente dotato di sola platea e palcoscenico; solo nel 1743 fu dato inizio alla costruzione dei primi palchi, completando l’intera struttura nel 1753.
Si tratta, quasi certamente, della struttura ancora oggi esistente (pianta ad U con 44 palchi disposti su tre ordini), ma con il proscenio e il ricco apparato decorativo interamente rinnovati intorno al 1872, quando il teatro venne dedicato al celebre direttore d'orchestra Angelo Mariani, lo stesso che nel 1841, appena ventenne, aveva ricoperto la carica di direttore della banda comunale santagatese.
Fra gli artigiani impegnati nel rinnovo delle decorazioni vanno ricordati lo stuccatore riminese V. Zanni, il doratore Rachele Cappellani e l’intagliatore Angiolini.
Di particolare pregio sono le decorazioni a tempera dei parapetti a fascia dei palchi e della volta, imitanti trine, pizzi e festoni di fiori con predominio di tonalità bianche e azzurre.
Da segnalare anche i nove tondi ad olio su tela con le effigi di Ottavio Fregoso, Uguccione della Faggiola, Dagutone De’Maschi e Ranieri De’Maschi (poste ai quattro vertici della volta) e quelle di Pietro Metastasio, Carlo Goldoni, Vittorio Alfieri, Vincenzo Monti e Angelo Mariani (sui parapetti dei palchi e al centro dell’architrave di proscenio).
Degno di nota il sipario in cui riprodotta una veduta panoramica di S. Agata Feltria dominata dall’imponente Rocca Malatestiana, passata poi ai Montefeltro e ai Fregoso. È opera del noto scenografo faentino Romolo Liverani, realizzata in collaborazione con il figlio Tancredi, così come l’intero corredo scenico di cui restano cinque fondali (tempio, castello, piazza, camera nobile e stanza povera).
Dopo lunghi anni di abbandono, il teatro (certamente fra i più antichi delle Marche) è ora agibile e aperto al pubblico con un calendario di spettacoli.