indirizzo: Piazza Mastini
periodo di costruzione: 1922-1923
progettista: Genio Civile
decoratore e scenografo: Oreste Mazzoni
restauri: 1985 (rifacimento del tetto)
periodi di inattività: ?-1996
condizioni attuali: in funzione
tipologia: sala con tre ordini di palchi
capienza: 152
Un ‘Teatro dei Condomini’ è registrato nel censimento ministeriale del 1868. Non si tratta, però, dell’attuale teatro che è invece molto più tardo. Fu ricavato, infatti, nel 1922-23 all’interno dell’antico Palazzo Fuffi, utilizzato in precedenza come caserma e come scuola elementare e gravemente lesionato dal terremoto del 29 giugno 1919.
All’antico palazzo apparteneva il bel portale ad arco decorato a bugne, riutilizzato come ornamento dell’avancorpo che ospita l’atrio.
La sala, realizzata per iniziativa di un gruppo di privati e artigiani locali con l’ausilio del Genio Civile, si presenta con una pianta a U, circondata da tre ordini di palchi (48 in totale) con solai in legno e balaustre a fascia decorate da specchiature rettangolari dipinte a tempera.
I parapetti del secondo ordine hanno specchi con uno stemma inserito in una ghirlanda affiancata da iris, fatta eccezione per il palco centrale, con balaustra lievemente convessa, che ha una figura allegorica della Comunità e sullo sfondo i due castelli di Penna e di Billi. I palchi del terzo ordine presentano invece una finta cornice a dentelli recante nel fregio una sequenza di aquile ad ali aperte e, nel palco centrale, lo stemma di Casa Savoia affiancato da leoni e bandiere.
Sul fronte di due palchi di proscenio figurano anche i ritratti di Dante e Manzoni, mentre sulla volta riprodotta una grande lira attraversata da una fascia con festoni e putti danzanti.
Sopra l'architrave del boccascena, ai lati dello stemma comunale di Pennabilli, sta infine la scritta ‘Amor civium / decus patriae’.
Di ridotte dimensioni è il palcoscenico a cui dà accesso un secondo portale a bugnato con mensola recante l’iscrizione ‘Fuffius’ che ricorda l’origine dell’edificio.
Utilizzato nel secondo dopoguerra come sala cinematografica e locale da ballo, il teatro è andato gradualmente degradando, fino alla sua forzata chiusura. Nel 1985 è stato rifatto il tetto in pericolo di crollo. Il restauro è terminato ed oggi il teatro è agibile e aperto al pubblico.