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Provincia di Pesaro e Urbino
Attività culturali ed editoria
Sito in fase di aggiornamento a seguito del riordino delle Province (L. 56/14 e L.R. Marche 13/15)

San Costanzo - Teatro della Concordia

indirizzo: Via Montegrappa
periodo di costruzione: prima del 1757
progettista: ignoto
decoratori e scenografi: ignoti
restauri: 1935 (ammodernamento sala)
1987 (ristrutturazione a cura dell'architetto M. Frenquellucci)
periodo di inattività: ?-1987
condizioni attuali: agibile
tipologia: sala con due ordini di palchi e loggione
capienza: 280


Così come si presenta oggi la sala teatrale è il risultato di due ristrutturazioni. La prima, la più radicale, attuata nel 1935 quando le originarie strutture lignee furono sostituite con altre in muratura, conservando peraltro immutata la fisionomia della sala a ferro di cavallo con i suoi due ordini di palchi (25 in totale) e sovrastante loggione a galleria, ma cancellando completamente ogni traccia delle antiche decorazioni distribuite un tempo lungo i parapetti dei palchi e tutt’attorno alla volta. La seconda ristrutturazione, portata a termine nel 1987, è servita invece a riattivare il teatro dopo diversi anni di inattività, adeguandolo alle vigenti normative di pubblica sicurezza, ma senza poter far nulla per il recupero dell’aspetto originario perduto.
Visto dall’esterno, il teatro conserva, seppure rimaneggiato con l’apertura di numerose finestre, l’aspetto dell’antico torrione (o meglio rivellino) a base scarpata che nel tardo Quattrocento fu eretto a protezione del vertice nord-orientale del ‘castello’.
All’atrio, pure totalmente rimodernato, si accede dal portone che si apre sulla destra, alla sommità della ripida gradinata (preceduta da imponente portale in cotto) che sottopassa il torrione e mette in comunicazione la sottostante piazza del borgo con l’antico recinto murato.

Una seconda scala mette in comunicazione l’atrio con il corridoio della sovrastante sala teatrale, così che lo sviluppo dei vari ambienti è palesemente risolto in verticale, conseguenza dell’adattamento degli stessi all’interno delle strutture preesistenti.
Due antichi libretti datati 1757 e 1778 testimoniano che il teatro era già attivo a metà del secolo XVIII; più tardi è stato scritto, ma è argomento controverso, che vi furono allestite in anteprima, ad opera di alcuni componenti delle note famiglie patrizie dei Cassi e dei Perticari, le tragedie di Vincenzo Monti (padre di Costanza, andata sposa a Giulio Perticari, cugino a sua volta di Francesco Cassi).

 

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